Webtrek Games vi dice addio (e grazie per tutto il pesce)

Su Webtrek ho pubblicato 4109 articoli, su Webtrek Games ne ho pubblicati 361. Il primo articolo che scrissi a mio nome era una notiziola sull’estensione della beta di Star Wars Battlefront 2 uscita il dodici ottobre 2015, poi arrivarono altri 4469 articoli tra notizie, approfondimenti e recensioni e speravo che ne sarebbero arrivati altri ancora. Purtroppo la proprietà di Webtrek ha invece deciso di chiudere la sezione videoludica del sito a partire dalla fine di agosto 2018 per concentrarsi su quello che è sempre stato il cuore di Webtrek, cioè Android e dispositivi mobili.

Per quanto il mio rapporto con il proprietario di Webtrek, Andrea Odone, sia spesso stato conflittuale ho apprezzato quello che è stato il tentativo anche coraggioso di prendere me, una persona proveniente da un sito d’arte (il mai troppo compianto Oorlandoo) e con un’educazione artistica e provare cosa potesse accadere mettendola alla direzione della sezione videogiochi di un sito di tecnologia. Ho imparato moltissimo qui, e quello che ho imparato lo devo prima di tutto ad Andrea.

Negli anni Webtrek ha anche cercato di investire ulteriormente sul progetto di una sezione videogiochi dandole un nuovo spazio che permettesse a Webtrek e Webtrek Games di crescere senza più darsi gomitate, ha valutato l’assunzione di staff e ha iniziato a lavorare a un canale Twitch di Webtrek Games in collaborazione con streamer italiani mentre io mi impegnavo a dare un’informazione sempre più approfondita e completa (o almeno è quello che provavo a fare). Ma non ha funzionato o non ha funzionato abbastanza o non ha funzionato abbastanza velocemente.

Le cause sono molteplici. Sopravvivere sia su Google sia su Google News, storicamente punti forti per Webtrek, è oggi sempre più difficile per i siti piccoli, le affiliazioni (oltre a porre problemi di natura etica soprattutto quando riguardano Amazon) non funzionano più come un tempo e abbiamo sempre cercato di limitare la quantità di banner pubblicitari anche per non rovinare la qualità della lettura. Banner pubblicitari che, comunque, scomparivano (come scomparivano le pagine dai motori di ricerca) se l’articolo risultava per qualche motivo indesiderato a Google.

Scrivendo questo non cerco di schivare le mie responsabilità nel fallimento del progetto Webtrek Games, un progetto con cui comunque son finito per identificarmi ed essere identificato pubblicamente. Mi sono sentito spesso dire “ah pensavo che Webtrek fossi tu”, un’identità che dimostra magari il mio impegno ma anche l’incapacità di rendere Webtrek Games qualcosa di più grande di un singolo con qualche occasionale collaboratore e anche di renderlo davvero parte di Webtrek come sito di tecnologia. Non sono mai neanche riuscito a far crescere come avrei voluto i profili social della sezione come risposta alle sue crescenti difficoltà su Google.

Cosa farò io ora? Intanto continuerò a scrivere qui sino a fine agosto. Poi mi prenderò anche un po’ di tempo per me. Per tre anni ho vissuto sostanzialmente su Webtrek da mattina a sera senza poter fare vacanze, scrivendo quanto più possibile e documentandomi e giocando quando non mi era possibile scrivere e sarà strano avere del tempo libero. Non so ancora cosa farò dopo, ma vorrei lasciarvi (oltre che con gli articoli dei prossimi giorni) con qualche consiglio.

Seguite The Indie Toaster, un progetto in italiano e in inglese che esplora il videogioco e il fumetto indipendenti. Seguite Deeplay e soprattutto seguite Claudio Cugliandro, il critico con cui mi sento più affine in Italia (scrive anche su Everyeye, che considero il meglio della grande informazione videoludica italiana). Seguite N3rdcore e Lorenzo Fantoni (scrive in un sacco di altri posti). Seguite Free Playing e Bruno Barbera. Seguite Papille, il nuovo progetto di Game Happens. Guardate Kenobisboch su Twitch. Giocate a Don’t Make Love di Maggese.

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