Muddledash vuole essere un gioco, non uno sport – Recensione Nintendo Switch

Muddledash è la frenetica corsa di quattro piccoli polpi che devono raggiungere una festa di compleanno. Purtroppo, hanno un solo regalo da portare al festeggiato e solo chi arriverà alla festa con in mano (ehm… nei tentacoli) l’agognato pacchetto sarà incoronato re del party.

Chi conquisterà il pacchetto?

In Muddledash da due a quattro polpetti, ognuno guidato un giocatore in multiplayer locale (non esistono modalità online o single-player), corrono lungo un percorso generato proceduralmente tra cavità girevoli, stretti corridoi e alghe e trappole capaci di farli rallentare. Oltre a scattare brevemente, restando rapidamente senza fiato, ogni polpetto può dare un calcio (o comunque si chiami un colpo dato con un tentacolo… una tentacolata?) agli avversari per stordirli e fa volar via il pacco.

Muddledash è tutto qui. Lo avvio, i giocatori scelgono il colore del loro polpetto e il cappellino da fargli indossare, il gioco crea un percorso e partiamo per scoprire chi riuscirà ad arrivare alla festa con il regalo tra i tentacoli.

I controlli si limitano a una levetta analogica per muovermi sul percorso, rappresentato in 2D e a scorrimento orizzontale, un tasto per saltare, un tasto per scattare e uno per tentacolare e non ci sono complesse opzioni di personalizzazione, diverse modalità o varianti da impostare nella generazione dei livelli.  Muddledash è un gioco semplice e intuitivo, a cui tutti possono giocare in pochi secondi e con cui tutti possono divertirsi a qualsiasi età.

Muddledash recensione Nintendo Switch

Nessun videogioco vuole essere il nuovo nascondino

Non è la prima volta che lo scrivo, ma penso che oggi i videogiochi vogliano tutti essere il calcio del futuro, o il football del futuro, o comunque lo sport del futuro. Vogliono essere sport, vogliono essere eSport, ma non vogliono essere giochi. Quasi nessun videogioco multiplayer, anche indipendente, viene progettato e promosso per essere “il nascondino del futuro” o “l’acchiapparella del futuro”: il PvP, il gioco giocatore-contro-giocatore, deve essere competitivo, deve essere magari adatto allo streaming e deve piacere a potenziali sponsor per i tornei.

Le gloriose prospettive dell’eSport hanno attirato molti giocatori e molti sviluppatori, costretti poi a scontrarsi con la difficoltà di mantenere vivo e veramente competitivo e bilanciato un videogioco con multiplayer online. Così è fallito LawBreakers di Boss Key, ma anche Evolve di Turtle Rock, e così ha incontrato difficoltà Laser League di Roll7, giochi divisi tra la necessità di creare continuamente nuovi contenuti per mantenere sempre fresco il “metagioco” e sempre viva la comunità e la necessità di avere un’esperienza sempre bilanciata e piena di opportunità per i giocatori.

Prendiamo Evolve, per esempio. Sarebbe dovuto essere un multiplayer asimmetrico 4v1 in cui quattro cacciatori cercano di sconfiggere in una grande mappa un quinto giocatore che interpreta un mostro capace di nutrirsi e crescere durante la partita. Un gioco divertente da fare con amici, ma uno sport competitivo online impossibile da bilanciare.

“Non abbiamo mai risolto [i problemi di bilanciamento] del 4v1. Causò più problemi di quanti ne avessimo immaginati e non avevamo una squadra capace di creare uno sparatutto competitivo. La nostra squadra poteva solo creare un mondo” scrisse su Reddit Matt Colville, scrittore del gioco, dopo la fine del supporto a Evolve. “Un mio amico mi disse all’inizio, e penso che avesse ragione, che il motivo per cui funzionava è che stavamo tutti interpretando il nostro ruolo quando giocavamo a Evolve. […] Ma quando qualcuno della squadra si annoiò e iniziò  a giocare per vincere tutto andò a pezzi e non ci fu mai modo di ricomporlo.”

Muddledash recensione Nintendo Switch

Se volessi giudicare Muddledash come un gioco competitivo dovrei dare peso a diversi difetti del suo bilanciamento e alle sue mancanze. Per esempio, gli elementi con cui vengono costruiti i percorsi sono molto limitati, alcuni di questi sono poco sfruttati nelle partite tra due giocatori e trovano senso solo nelle corse più affollate e soprattutto siccome la telecamera segue chi è in cima alla corsa è possibile vincere semplicemente seminando gli altri polpetti senza neanche curarsi del regalo stesso.

Quando un giocatore si stacca dal gruppo mettendosi alla testa della corsa prima la telecamera si allontana, in modo da inquadrare tutti i partecipanti, poi lascia perdere i giocatori rimasti più indietro tagliandoli dall’inquadratura. I giocatori così esclusi riappaiono in giochi dopo qualche secondo, spuntando improvvisamente dal terreno, e se uno di loro portava con sé il regalo anche il pacco ricompare in gioco pronto per essere nuovamente raccolto.

Da un certo punto di vista questo vuol dire che non è possibile concentrarsi solo su chi porta il regalo fermandosi a combattere e perdendo tempo, perché intanto un altro giocatore può staccarsi, scattare in avanti e provare a vincere senza partecipare allo scontro, ma soprattutto questo vuol dire che il modo più semplice per vincere è ignorare gli altri giocatori e andarsene per i fatti propri, non facendoli giocare e costringendoli a un infinito respawn mentre un solo giocatore corre, solitario, davanti a tutti sino al traguardo, recuperando il regalo solo all’ultimo momento.

Muddledash recensione Nintendo Switch

Giocare insieme

Se Muddledash venisse giocato per vincere andrebbe a pezzi, proprio come Evolve. E in un altro gioco, in Evolve, dovrei preoccuparmi di questo, dovrei augurarmi l’uscita di una qualche patch che risolva il problema. Non escludo che una simile patch possa anche arrivare, ma in Muddledash un problema del genere diventa secondario, perché Muddledash è un gioco pensato per chi vuole divertirsi accanto ai propri amici, non per la competizione in classifiche online da scalare contro avversari sconosciuti pronti ad approfittare di ogni exploit. 

Basta vedere i suoi polpetti per accorgersene: durante tutta la corsa, anche dopo aver ricevuto un calcetto o essere precipitati da chissà quale altezza o essere rimasti intrappolati in viscide trappole, i protagonisti son sempre sorridenti, son sempre felici. Ogni espressione di sorpresa o tristezza passa subito per lasciare nuovamente posto solo al sorriso, e anche quando arrivo alla fine della corsa e un polpetto viene incoronato re della festa per aver portato il regalo gli altri polpi non sono tristi o arrabbiati o frustrati. Sono felici insieme a lui, sono alla festa insieme a lui e si divertono e si sono divertiti insieme a lui.

Muddledash dà a un’esperienza che dovrebbe essere competitiva e che altrove magari verrebbe davvero intesa come competitiva il sapore che avrebbe un videogioco cooperativo, un videogioco che può anche avere i suoi difetti meccanici e che non ha una quantità di contenuti comparabile ai grandi giocoservizi aggiornati quasi settimanalmente ma che è basato sul giocare insieme, anche quando sembra di giocare contro.

Muddledash recensione Nintendo Switch

Muddledash di slampunks è già disponibile sull’eShop di Nintendo Switch e su Steam a €5, un prezzo ridottissimo che lo rende un gioco da avere, soprattutto su Nintendo Switch, e da tirare fuori dopo cene con amici e durante feste (magari durante feste di compleanno). Il gioco è stato recensito grazia a un codice per Nintendo Switch fornito dall’editore PQube.

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