GOG non crede al videogioco in streaming

GOG, la piattaforma di distribuzione digitale di videogiochi per PC di CD Projekt (The Witcher), non crede che il videogioco in streaming sostituirà interamente ogni altro genere di distribuzione e di distribuzione digitale in futuro.

L’industria del videogioco sta spingendo su un futuro dominato dal videogioco in streaming. Non si tratta magari di un futuro immediato, perché come ha fatto notare Activision Blizzard la tecnologia non è ancora pronta, ma tra dieci anni, quando si concluderà la prossima generazione di console, Ubisoft ed Electronic Arts si aspettano di non avere successive generazioni ma unicamente videogiochi in streaming, magari su dispositivi montati direttamente nelle televisioni o sui nostri smartphone.

Sarà una rivoluzione con molteplici conseguenze. Non ci sarà più alcuna barriera tra utente e videogioco, non sarà necessario possedere un hardware particolare e potente perché i videogiochi gireranno su macchine remote e arriveranno sui nostri dispositivi attraverso internet, appunto in streaming. Uno smartphone con magari un gamepad Bluetooth permetterà di giocare alle ultime uscite ad alto budget.

Ma il passaggio allo streaming rappresenta anche il definitivo passaggio dal videogioco come opera al giocoservizio, al game-as-a-service. Non comprerò più i videogiochi ma mi abbonerò ai servizi di streaming come oggi mi abbono a Spotify o Netflix e poi giocherò ai vari videogiochi della loro libreria. Non esisterà più PlayStation come console ma esisteranno lo streamer ufficiale di Sony e l’app PlayStation scaricabile su tutti i dispositivi.

“La nostra posizione, per quanto riguarda la distribuzione digitale, è di far possedere i giochi perché sono privi di DRM [di sistemi anti-pirateria che obbligano magari a installare i giochi passando da client], e per molti giocatori questo è importante” ha affermato a GamesIndustry.biz Łukasz Kukawski, portavoce di GOG. “Con lo streaming aggiungi un altro livello. Già hai giochi con DRM, ma così sarà più acquisirne una licenza temporanea che possederli. Lo streaming è più simile all’affittare un gioco.”

Ma, come dice Kikawski, per alcuni giocatori, per i giocatori dedicati (“hardcore”) a cui punta GOG, l’assenza di DRM è importante, il possesso del videogioco è importante. Per questo la piattaforma non crede che tutti si convertiranno allo streaming.

Kukawski non crede neanche che lo streaming convincerà le compagnie a togliere i loro videogiochi da GOG, che ospita molti vecchi videogiochi di editori come Electronic Arts. Queste compagnie spesso non sono interessate a mettersi in prima persona al lavoro per restaurare queste opere e renderle nuovamente disponibili, e si limitano a licenziarle a GOG che si occupa di tutto e poi fa arrivare loro gli incassi.

Source GamesIndustry.biz

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