GOG: preservare i videogiochi vuol dire preservare anche le cose negative

Ieri GOG, la piattaforma di distribuzione digitale di videogiochi PC di CD Projekt (la compagnia di The Witcher), ha promosso su Twitter l’arrivo del DLC Paradise Lost di Postal 2 con una gif, un’animazione proveniente dal gioco stesso, che appoggia il movimento noto come GamerGate, un movimento internazionale indirizzato a molestare donne e minoranze allontanandoli dall’industria del videogioco e impedendone la rappresentazione nelle opere (se non in funzione di un pubblico unicamente maschile).

Che ci fa il GamerGate in Postal 2, un videogioco del 2003? Dodici anni dopo il gioco originale il suo sviluppatore, Running With Scissors, ne pubblicò un’espansione intitolata appunto Paradise Lost. Era il 2015, il GamerGate era nato formalmente nel 2014 come movimento e gli sviluppatori del gioco, amanti della polemica e della provocazione, inserirono all’interno del gioco dei riferimenti al GamerGate in appoggio a questo fenomeno.

Per capire il riferimento devo però aggiungere un dettaglio: il GamerGate nasce per opporsi alla presenza delle donne nell’industria del videogioco (per essere precisi, nasce per vendicarsi della sviluppatrice Zoe Quinn colpevole di aver tradito un suo ex-ragazzo) ma è stato promosso, grazie alla collaborazione di personaggi come TotalBiscuit, come un movimento nato per migliorare la qualità del giornalismo videoludico, corrotto da donne e femminismo.

“Giunge un tempo in cui una persona deve fare un passo indietro, guardare attentamente come stanno le cose e dire mobbasta a tutte le stronzate che vede. Per fortuna, questo è esattamente quello che sta accadendo negli ultimi due mesi: i Gamers [non traduco il termine perché ha un significato preciso e dà il nome al GamerGate] di tutto il mondo fan sentire la loro voce e si oppongono al comportamento francamente disgustoso di una industria che dovrebbe avere a cuore il loro interesse.

Da dentro questa industria (e spesso al centro delle sue controversie) noi di Running With Scissors abbiamo visto per anni pregiudizi, cattiva informazione e corruzione nella grande informazione videoludica” scrissero nell’ottobre del 2014 gli sviluppatori di Postal in un intervento che dichiarava il loro appoggio al GamerGate e, tra le altre cose, apprezzamento per l’opera di Milo Yiannopoulos.

Yiannopoulos, all’epoca giornalista per il sito conservatore di tecnologia Breitbart, fu insieme a TotalBiscuit uno dei principali promotori del GamerGate e contribuì a trasformarlo da movimento underground a fenomeno mondiale. Potete trovare qui un breve elenco delle sue malefatte che, all’epoca, comprendevano già aver minacciato i giornalisti del suo fallito sito di tecnologia The Kernel, giornalisti che Yiannopoulos non voleva pagare, e aver scritto un libro (Eskimo Papoose) plagiando vari autori (ma il plagio fu esposto anni dopo).

Il post di Running With Scissors rispondeva a una serie di articoli contro il GamerGate usciti intorno al 28 agosto 2014. Per il GamerGate la concomitanza dell’uscita di questi articoli, chiamati nel loro complesso “Gamers Are Dead” per il modo in cui si opponevano alla cultura tossica dei “Gamers”, servì per confermare l’esistenza di una cospirazione internazionale della stampa videoludica contro appunto i “Gamers”. Il pezzo più significativo è probabilmente quello di Leigh Alexander, che potete leggere su Gamasutra ed è ancora interessante.

Così, nel successivo DLC Paradise Lost, il giocatore può “esprimere il suo rispetto” alla tomba del giornalismo videoludico. La lapide afferma che il giornalismo videoludico sia morto suicida appunto il 28 agosto 2014 e “esprimere rispetto” vuol dire in questo caso pisciare sulla tomba. La gif pubblicata dall’account Twitter di GOG per promuovere il DLC riproponeva proprio questo momento del gioco.

“Vorremmo dare una spiegazione sul nostro recente cinguettio su Postal 2 e scusarci dicendo alcune cose” ha scritto poi GOG su Twitter in risposta alle polemiche per la pubblicazione dell’animazione (i grassetti son miei).

“L’intenzione di quel cinguettio era informarvi dell’uscita di qualcosa che sappiamo essere controverso. Sfortunatamente non siamo riusciti a comprendere l’associazione tra immagine, data e un movimento fondato sulle molestie. La nostra intenzione non era fare del male o tollerare l’odio. Ora abbiamo rimosso il cinguettio, abbiamo evidentemente sbagliato in questo caso.”

Ma GOG non è Steam, non è una piattaforma dove chiunque può pubblicare: GOG è un negozio curato dove i giochi vengono messi in vendita perché scelti. Perché GOG ha deciso di vendere Paradise Lost? Lo ho chiesto a Konrad Walkuski, portavoce di GOG (anche in questo caso i grassetti sono miei).

“Quindi a proposito della nostra decisione di far arrivare Postal 2 e Paradise Lost su GOG. Postal 2 è stato disponibile su GOG sin dal 2009, e a quel punto era un gioco vecchio di 5 anni e famigerato per la sua crudezza e la sua voglia di scioccare. Per alcuni era divertente, per alcuni no, ma era questo.

Indipendentemente da quello che pensi del gioco Postal 2 e il suo DLC hanno avuto un loro impatto sul videogioco, e questo è qualcosa di cui ci occupiamo ed è il perché il gioco arrivò su GOG. Lo abbiamo fatto per preservare la storia del videogioco e qualche volta volta per avere le cose positive dobbiamo sobbarcarci anche di quelle negative.

È qualcosa che per me ha un valore. E sinceramente credo che il nostro impegno non sia equivalente a supportare la visione e gli anacronismi che sono parte della storia del videogioco. Ora, prendere alla leggera (o persino supportare) questi temi oggi… beh quella è una storia diversa, e per questo consideriamo un errore quel nostro disattento cinguettio sul DLC“.

Sono d’accordo, ma preservare è solo una parte dell’operazione. È anche importante che tutto ciò sia contestualizzato (come ho cercato di fare io in questo articolo) in modo che i videogiocatori possano capire il reale significato di questi contenuti. Ed è importante soprattutto perché il GamerGate non è un controverso fenomeno del passato ma un movimento ancora radicato nel mondo del videogioco come mostrano le risposte arrabbiate dei Gamer ai cinguettii di scusa di GOG.

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