La Germania allenta la censura sui videogiochi con simboli nazisti

La Germania è uno degli Stati europei che ha sempre e più pesantemente censurato i videogiochi opponendosi alla rappresentazione di scene di violenza al loro interno (problema in passato risolto sostituendo tutti i nemici con robot) e alla presenza di richiami al nazismo. In Germania è assolutamente vietato creare giocattoli con simboli nazisti e nel 1998, dovendo giudicare Wolfenstein 3D, fu deciso di vietare ogni simile riferimento in tutti i videogiochi creando un precedente che è stato sinora applicato con una certa severità.

Per esempio Wolfenstein 2 The New Colossus, ambientato in un’ucronia in cui la Germania nazista ha vinto la guerra, è stato pesantemente modificato per essere ammesso in Germania e tutti i simboli e i riferimenti al nazismo contenuti nel gioco sono stati rimossi.

È una censura piuttosto deprimente che nasce dalla decisione di ignorare il valore artistico dei videogiochi, una decisione ormai sorpassata anche in Germania, ed è una censura che a volte diventa persino grottesca: per rendere Hilter, protagonista di una scena di Wolfenstein 2 The New Colossus, un po’ meno Hilter e quindi per nascondere il riferimento al nazismo la versione tedesca del gioco gli taglia i baffi. La cosa curiosa è che con i baffi tagliati Hilter assomiglia un sacco a un vecchietto che ho conosciuto anni fa in America Lati… oh…

Ma la situazione in Germania è finalmente cambiata: i videogiochi potranno ora essere proposti all’USK (l’ente che classifica i videogiochi per età) anche se conterranno riferimenti al nazismo e potranno essere valutati come opere artistiche e accettati se verrà deciso che quei riferimenti sono stati inseriti per raggiungere uno scopo artistico o rappresentare un momento storico.

Questo non vuol dire comunque che tutti i videogiochi potranno ora arrivare nel mercato tedesco: in Germania esiste ed esisterà ancora la censura, e come alcuni film non sono stati distribuiti a causa dei loro contenuti e dei loro riferimenti al nazismo così potrà ancora accadere anche ai videogiochi. D’ora in poi però i videogiochi verranno valutati caso per caso come accade per i film e non saranno automaticamente obbligati a rimuovere ogni riferimento al nazismo.

Il cambiamento è dovuto anche alla crescente attenzione della politica tedesca verso l’industria del videogioco ed è stato anticipato dalla recente decisione di non agire contro un’opera, Bundesfighter 2 Turbo, che rappresentava al suo interno una svastica. Bundesfighter 2 Turbo, picchiaduro dedicato alla lotta elettorale in Germania, è stato infatti considerato un’opera satirica a tutti gli effetti.

Source GamesIndustry.biz GamesIndustry.biz GamesIndustry.biz

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