Crackdown 3 perde pezzi dopo l’addio del creatore originale

Dall’E3 del 2017 mi trovo a sottolineare i problemi che sembrano emergere nello sviluppo di Crackdown 3, importante esclusiva Microsoft più volte rimandata. Ora, grazie a Polygon, abbiamo qualche spiegazione in più sull’origine di tutte queste difficoltà: Crackdown 3 ha perso il supporto di diversi studi originariamente impegnati nella sua realizzazione, tra cui di Reagent creatore originale della serie.

Crackdown 3 fu annunciato nel 2014 come dimostrazione delle potenzialità del calcolo in cloud offerto dalla tecnologia Azure di Microsoft: potenti macchine remote avrebbero aiutato le Xbox One nelle modalità multiplayer PvP e PvE di Crackdown 3 garantendo ai videogiocatori la possibilità di distruggere totalmente la città in cui gli scontri sarebbero stati ambientati.

Per questa impresa furono coinvolti diversi studi: Reagent Games, creatore della serie insieme a Dave Jones (Grand Theft Auto), avrebbe lavorato a gameplay e contenuti, Cloudgine, nuova compagnia di Dave Jones, si sarebbe occupata del calcolo in cloud, Sumo Digital avrebbe realizzato la campagna single-player e Ruffian Games di Crackdown 2 avrebbe contribuito assistendo lo sviluppo.

Crackdown 3 sarebbe dovuto uscire nel 2016, poi fu rimandato al 2017, poi al 2018 quando sarebbe stato un titolo di lancio di Xbox One X e infine al 2019. Microsoft evita di mostrare il gioco, limitandosi a demo del suo (piuttosto scialbo) single-player e a sequenze in cui comunque non appare la distruzione dinamica promessa.

Ma a inizio 2018 Epic Games ha acquistato Cloudgine, lasciando Microsoft senza uno studio che sviluppasse le tecnologie necessarie all’uso del calcolo in cloud di Crackdown 3 (tecnologie a quanto pare non ancora pronte) e Dave Jones ha abbandonato il progetto e Reagent Games unendosi a Epic. Ora Microsoft annuncia a Polygon che anche Reagent Games, forse persino chiusa negli ultimi mesi quando molti dipendenti han seguito Jones a Epic, non lavora più a Crackdown 3, in sviluppo ora solo presso Sumo Digital, unico studio citato nel trailer dell’E3 2018.

Microsoft ha assicurato a Polygon che, nonostante i tre anni di silenzio sul multiplayer di Crackdown 3, il progetto continua a prevedere un multiplayer basato sul calcolo in cloud, anche se non è più chiaro quale tecnologia utilizzerà per appoggiarsi ad Azure e chi ne continuerà lo sviluppo.

Source Polygon

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