Crackdown 3: il creatore David Jones minimizza il suo ruolo nello sviluppo

Al momento dell’annuncio di Crackdown 3 Microsoft sottolineò come il nuovo episodio avrebbe visto il ritorno del creatore originale della serie, David “Dave” Jones di Grand Theft Auto, e del suo studio Reagent Games, assenti in Crackdown 2. Ma, dopo vari problemi e vari ritardi, abbiamo di recente scoperto che Dave Jones, insieme alle sue due compagnie Reagent Games e Cloudgine, non sta più lavorando a Crackdown 3 ora prevalentemente in mano ai bravi sviluppatori di Sumo Digital.

Secondo Dave Jones, però, il suo addio da Crackdown 3 “non significa davvero molto” per il gioco. “Cloudgine era lì per aiutare da un punto di vista tecnologico e io c’ero perché ero lì da un sacco di tempo e quindi aiutavo a trovare una direzione [per Crackdown 3]” ha spiegato Jones a GamesIndustry.biz. Inoltre, Sumo Digital sarebbe sempre stato lo sviluppatore principale di Crackdown 3.

Questa versione dei fatti mi coglie un po’ di sorpresa, perché inizialmente sapevamo che Sumo Digital si sarebbe concentrato solamente sulla parte single-player del gioco, una componente piuttosto secondaria per un’opera promossa prima di tutto per il suo multiplayer con distruzione dinamica alimentata dalla potenza di calcolo cloud dei server Azure di Microsoft (distruzione dinamica assente nella campagna offline).

Dave Jones, con Reagent Cames e Cloudgine, si sarebbe invece occupato della direzione artistica, dei contenuti e soprattutto delle tecnologie necessarie proprio per il multiplayer del gioco. Una collaborazione interrotta quando Cloudgine è stata acquistata da Epic Games, Jones si è spostato nella compagnia di Fortnite e molti compagni di Reagent lo hanno seguito nella nuova avventura. Anche questo non avrebbe avuto però conseguenze: il lavoro di Cloudgine sulla tecnologia per Crackdown 3 sarebbe stato già concluso.

Reagent Games invece, nonostante le voci sulla sua chiusura, esisterebbe ancora ma sarebbe solo una piccola compagnia che ha aiutato come consulente il progetto all’inizio per trovargli una direzione. Da quello che sapevamo, invece, Reagent avrebbe dovuto attivamente lavorare alla parte multiplayer del gioco anche insieme a Ruffian Games (Crackdown 2).

Queste nuove informazioni mi sembrano in realtà confermare la crisi di identità di Crackdown 3, un gioco promosso per il suo multiplayer e ora in mano a chi doveva crearne il single-player e annunciato in uscita nel 2016 e ora atteso per febbraio 2019, senza più il suo creatore e da anni senza video che mostrino effettivamente a che punto sia il suo multiplayer.

Source GamesIndustry.biz

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