Code of Princess EX equivoca cosa voglia dire “gioco di ruolo” – Recensione Nintendo Switch

L’hack ‘n’ slash Code of Princess di Studio Saizensen, originariamente uscito per Nintendo 3DS nel 2012, è di recente arrivato su Nintendo Switch in una versione arricchita e intitolata Code of Princess EX. Il gioco, progetto (tra gli altri) da Tetsuhiko Kikuchi e Masaki Ukyo, è un seguito spirituale di Guardian Heroes, ma riesce a essere un gioco brutto indipendentemente dal confronto con il suo genitore.

Code of Princess EX recensione Nintendo Switch

Notare che in questo articolo userò l’espressione hack ‘n’ slash per indicare un sotto-genere di picchiaduro, quelli in cui combatto con spade e non a pugni, e non un sottogenere di videogiochi di ruolo, i dungeon crawler d’azione in stile Diablo. Il termine hack ‘n’ slash è corretto in entrambi i casi, anche se indica due sottogeneri ben diversi.

Guardian Heroes in Code of Princess EX recensione Nintendo Switch
Guardian Heroes (1996)

Guardian Heroes è un videogioco di ruolo

Guardian Heroes (1996) è un videogioco creato da Tetsuhiko Kikuchi e Masaki Ukyo, sviluppato da Tresure, uscito nel per Sega Saturn e poi riapparso su Xbox 360 dopo un seguito per Game Boy Advance (Advance Guardian Heroes). Come Code of Princess, Guardian Heroes è un picchiaduro hack ‘n’ slash a scorrimento in cui non posso muovermi liberamente in profondità ma in cui posso solo spostarmi tra (solitamente) tre diversi piani/sentieri e in cui i personaggi, dotati di mosse speciali attivabili con combinazioni di tasti, crescono secondo un sistema di punti esperienza e livelli.

Non posso dire che tutto Guardian Heroes sia nettamente superiore a Code of Princess. Il sistema di magia di Guardian Heroes mi obbliga ad aprire durante il combattimento uno scomodo menù per selezionare l’incantesimo da lanciare, mentre Code of Princess inserisce le magie tra le varie mosse speciali che i personaggi possono compiere. È una semplificazione che ho molto apprezzato, ma è anche l’unica cosa che ho apprezzato di Code of Princess.

Per il resto, l’unico motivo per cui oggi dovrei consigliare a qualcuno di giocare Code of Princess è la difficoltà di reperire Guardian Heroes. Persino graficamente Code of Princess, con i suoi sgranati modellini tridimensionali, non offre un’esperienza superiore a quella di Guardian Heroes e, per quanto Guardian Heroes abbia un design dei personaggi decisamente anonimo, il character design di Code of Princess è basato su un’esuberanza ridicola che non riesce mai a creare un mondo credibile o organico.

Code of Princess EX recensione Nintendo Switch

Soprattutto, Guardian Heroes è un vero gioco di ruolo, mentre Code of Princess e ancora di più Code of Princess EX hanno preso dal genere solo elementi superficiali senza neanche capirli. Guardian Heroes ha sette finali che dipendono dalle scelte che faccio nel gioco, da come decido di interpretare il conflitto in cui mi trovo coinvolto (chi sono i miei veri nemici?), da dove scelgo di andare tra un livello e l’altro (attaccherò frontalmente il castello o scapperò nella foresta?) e persino da come mi comporto in combattimento (lascerò scappare i nemici che si arrendono?). Posso completare velocemente Guardian Heroes, ma rigiocarlo mi può portare in posti totalmente diversi con nemici totalmente diversi.

Code of Princess EX pensa invece che il gioco di ruolo sia un’altra cosa: il gioco di ruolo è grinding, azione ripetitiva, linearità. Code of Princess EX ha due finali, ma dipendono unicamente da una scelta che mi viene posta con molta superficialità alla fine del gioco ed è per il resto privo di decisioni da prendere. I problemi del Code of Princess originale sono persino estremizzati nella sua nuova edizione per Nintendo Switch, edizione che toglie al giocatore la possibilità di distribuire alla fine delle missioni i punti guadagnati con il passaggio di livello tra le varie statistiche dei personaggi: in Code of Princess EX l’avanzamento di livello e la distribuzione dei punti è automatica, l’ultima opportunità di personalizzazione è svanita.

Esiste (ed è invece assente in Guardian Heroes) la possibilità di acquistare equipaggiamento e quindi di sfruttarlo per potenziare i personaggi in direzioni diverse, ma questa meccanica non sostituisce una vera crescita dei personaggi. Intanto, l’equipaggiamento è qualcosa che può essere messo o tolto a piacere, tra una missione e l’altra, non implica scelte perché è sempre possibile tornare indietro. E poi il negozio in cui compro gli oggetti in Code of Princess EX ha un assortimento casuale che, semplicemente, mi obbliga ad acquistare il meglio che trovo e provare a incastrarlo alla buona con la build che vorrei fare.

Code of Princess EX recensione Nintendo Switch

L’equivoco in cui cadono Code of Princess e Code of Princess EX è diffuso: gli “elementi di gioco di ruolo” inseriti nei videogiochi sono spesso semplicemente numeri da far crescere ripetendo azioni. Code of Princess è costruito come una serie di missioni tra cui posso muovermi liberamente, posso semplicemente selezionare una missione precedente e guadagnare così un po’ di punti esperienza senza che questo abbia alcun senso da un punto di vista narrativo. Guardian Heroes procede da un livello all’altro senza lasciarmi muovere liberamente tra le missioni, perché è una storia, e quindi non mi permette di ripetere all’infinito qualcosa per grindare: livelli e punti esperienza servono a far crescere i personaggi, non ad allungare il brodo.

Persino la progressione della difficoltà ha problemi in Code of Princess. Le missioni, lunghe dai pochi minuti alle poche decine di secondi, sono caratterizzate da una difficoltà indicata da un certo numero di stelle e quando si passa al gradino successivo la prima missione della nuova difficoltà risulta spessa troppo dura. Il modo migliore per andare avanti è semplicemente ripetere qualche volta la missione precedente sino ad aver raggiunto un livello abbastanza elevato per poter poi superare il gradino di difficoltà e continuare senza problemi sino al successivo gradino. La soluzione è, insomma, il grinding.

In Code of Princess EX il grinding è almeno diminuito dal fatto che tutti i personaggi, seppur in misura ridotta, acquisiscano esperienza alla fine di una missione anche se non hanno partecipato attivamente. Nel Code of Princess originale solo i personaggi attivi acquistano esperienza, quindi se voglio usare personaggi rimasti indietro nella crescita devo prima rifare qualche missioni precedente per potenziarli o approfittare delle missioni secondarie, noiose varianti di “uccidi tutti i nemici” o “difendi questo personaggio” tanto slegate dalla trama da trovarsi persino in un menù separato, come se fossero una modalità diversa.

Code of Princess EX recensione Nintendo Switch

Anche le missioni principali della campagna non sono riuscite. La storia è un elenco di stereotipi buttati senza cura in un calderone e mescolati, e il fatto che il gioco scherzi ripetutamente sui luoghi comuni che sfrutta non salva la scrittura. Non la salva perché Code of Princess EX non diventa mai una vera parodia, non diventa mai un ragionamento su questi stereotipi, ma si limita a usarli e poi a farli notare al giocatore strizzando l’occhiolino e dicendogli “Ehi lo sappiamo che è uno stereotipo ma se rompo la quarta parete… lo è ancora?”. Sì, lo è ancora.

Guardian Heroes non è un gioco molto originale nella sua trama, con le solite lotte tra creature celesti e creature infernali e così via. Ma ha qualcosa da dire, mostra la reale difficoltà di capire di chi sia la colpa in un conflitto che dura centinaia di anni, la reale difficoltà di identificare “un vero cattivo” in una guerra, e usa il suo mondo stereotipato per creare comunque un intreccio. Code of Princess non va a parare da nessuna parte, accenna a temi importanti verso la sua fine ma non li svolge e non li rende parte della narrazione.

Le migliorie di Code of Princess EX non lo salvano

Rispetto alla sua versione originale per Nintendo 3DS Code of Princess EX ha comunque effettivamente delle migliorie. Ho già citato il fatto di non dover livellare separatamente tutti i personaggi, ma Code of Princess EX permette anche di giocare in modalità cooperativa con un altro giocatore sulla stessa console (oltre che online) e nella campagna principale, a cui sono aggiunti nuovi personaggi giocabili (nell’originale Code of Princess molti dei personaggi che si aggiungono al party non diventano mai utilizzabili nella campagna).

Code of Princess EX recensione Nintendo Switch

Ci sono anche decisi miglioramenti al framerate del gioco, migliorie grafiche e un ribilanciamento di statistiche, oggetti e abilità. È stata anche ritoccata l’Intelligenza Artificiale dei nemici, che però resta pessima. È poi un peccato che sia possibile giocare in multiplayer locale solo in modalità cooperativa, mentre la modalità Versus, che mi permette di scontrarmi con altri giocatori sfruttando tutti i personaggi e i nemici incontrati nel gioco, resta unicamente online. Faccio notare che Guardian Heroes permette di giocare localmente alla sua modalità Versus, perché (lo avrete capito) Guardian Heroes è migliore.

Ma quello che spero sia chiaro è che Code of Princess e Code of Princess EX non sono solo giochi inferiori rispetto a Guardian Heroes, giochi che ignorano tutto quello che il loro predecessore aveva davvero di buono copiandolo solo nelle apparenze: Code of Princess e Code of Princess EX sono giochi brutti che non capiscono, o non han potuto capire (magari per ragioni di budget o di tempo) come essere qualcosa di più di picchiaduro a scorrimento con il grinding.

Code of Princess EX recensione Nintendo Switch
Questa è l’unica battuta divertente di tutto il gioco.

Code of Princess EX di Studio Saizensen è già disponibile su Nintendo Switch tramite eShop, mentre potete trovare la versione originale Code of Princess su Nintendo 3DS e Steam. Il gioco è stato recensito grazie a un codice fornito dall’editore Nicalis.

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