The Chinese Room di Dear Esther fa ora parte di Sumo Digital

Sumo Group, la compagnia degli studi di sviluppo Sumo Digital attualmente al lavoro anche su Crackdown 3, ha acquistato The Chinese Room, responsabile dei videogiochi narrativi Dear Esther (padre del genere noto come “walking simulator”, simulatore di passeggiata), Everybody’s Gone to the Rapture e Amnesia A Machine for Pigs, seguito di Amnesia The Dark Descent di Frictional Games.

Con questa acquisizione The Chinese Room diventa il quinto studio di Sumo Digital. Dan Pinchbeck, co-fondatore di The Chinese Room, ne sarà ora il direttore creativo, mentre l’altra co-fondatrice Jessica Curry ha lasciato lo studio e continuerà la sua carriera da musicista. Non credo che questo debba suggerire una rottura tra i due co-fondatori (che sono sposati), ma Curry ha avuto anche seri problemi di salute in passato, problemi che, uniti a una brutta esperienza di collaborazione con Sony per Everybody’s Gone to the Rapture, l’avevano già spinta ad allontanarsi dall’industria del videogioco.

Negli ultimi anni le aspirazioni di The Chinese Room si sono scontrate con i limiti economici dello studio, che nel 2017 ha annunciato di aver deciso di prendersi una pausa rinunciando a occupare in modo stabile una sua squadra di sviluppo. Da quel momento The Chinese Room è stato costituito solo da Pinchbeck e Curry, che aspettavano l’occasione e i finanziamenti per avviare i loro nuovi progetti: Little Orpheus, per cui The Chinese Room ha ricevuto anche dei fondi europei, e 13th Interior (inizialmente intitolato Total Dark), un videogioco di ruolo survival horror.

L’obiettivo di Pinchbeck e Curry non era solo trovare editori che finanziassero queste opere, ma trovare editori che le finanziassero in modo da rendere sostenibile la loro realizzazione senza costringere gli sviluppatori a pratiche dannose per la loro salute come il crunch, orari di lavoro settimanali che possono raggiungere le 100 ore (solitamente senza pagamento degli straordinari).

“Vogliamo fare questi giochi e vogliamo farli in un certo modo. Se questo sarà incompatibile con l’industria del videogioco ce ne andremo, ma non finiremo a fare giochi che non vogliamo in un modo in cui non vogliamo farli” dichiarò Pinchbeck.

A quanto pare questo sarà possibile all’interno di Sumo Digital, interessata sia ai giochi già programmati da The Chinese Room sia a nuove idee già in discussione e disposta a investire per ingrandire lo studio. Nel 2018 Sumo ha agià acquisito anche CCP Newcastle.

Via Directors Talk

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