Bungie rompe il matchmaking di Destiny 2 e alcuni lo preferiscono così

Con un recente aggiornamento Bungie ha rotto per errore il sistema di matchmaking delle partite rapide del PvP di Destiny 2. In sostanza il matchmaking non è più basato sull’abilità dei giocatori (e neanche sulla qualità della loro connessione, altro elemento che Destiny 2 dovrebbe tenere in considerazione). La cosa curiosa è che Bungie non è convinta di dover intervenire per risolvere il bug perché secondo alcuni giocatori il problema ha invece migliorato la qualità del gioco.

“Con l’aggiornamento 1.2.3” scrive Derek Carroll capo progettista del PvP di Destiny 2, “abbiamo introdutto le partite rapide 6-contro-6 con un baco che impedisce il funzionamento del matchmaking basato sull’abilità e potenzialmente di quello basato sulla connessione. Il risultato è che le partite sono molto più rapide da trovare, ma la loro qualità è minore. Il nostro piano nell’immediato futuro è di non fare nulla ma di osservare la situazione, prendere appunti e preparare una possibile soluzione.” Il grassetto è mio.

Il fatto è che molti giocatori preferiscono non avere limitazioni derivanti dalla loro abilità, o dalla connessione, quando cercano una partita rapida. Perché in quell’occasione stanno cercando, appunto, solo una partita rapida, non una partita competitiva per cui attendere l’arrivo di giocatori di capacità comparabile. Per quello esistono le modalità classificate, che non sono state influenzate da questo bug.

Non tutti gli utenti sono naturalmente contenti del cambiamento che, per alcuni, resta un bug da risolvere e ci sono diversi giocatori che protestano perché messi in squadra con compagni troppo deboli o che protestano per esseri strovati davanti avversari troppo forti. Ma True Vanguard, YouTuber della comunità di Destiny 2 specialista in PvP, ha parlato positivamente delle conseguenze del nuovo matchmaking e, in un sondaggio da lui lanciato su Twitter, l’84% di chi ha risposto ha espresso apprezzamento per il cambiamento (questo sondaggio va naturalmente considerato solo una curiosità e non è una serie ricerca statistica).

Il fatto è che non tutto il PvP deve essere competitivo. Il videogioco multiplayer che mette giocatori contro giocatori tende ad appiattirsi uniformemente sull’obiettivo di diventare eSport e confondersi con gli sport tradizionali, e il risultato è che siamo pieni di videogiochi che vogliono essere il prossimo calcio, il prossimo pallacanestro, il prossimo pallavolo e così via ma ci sono pochi videogiochi che vogliono essere il prossimo nascondino o il prossimo acchiapparella.

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