Blade Strangers: tornare a un picchiaduro accessibile – Recensione Nintendo Switch

Blade Strangers di Studio Saizensen e Nicalis è un picchiaduro cross-over 2D in cui si scontrano Solange, Ali, Master T e Liongate di Code of Princess, Kawase Umihara, Noko Yokoyama ed Emiko di Umihara Kawase (la serie, nata in Giappone nel 1994, è da noi poca nota, ma il terzo episodio è disponibile anche su Steam), Curly e Quote di Cave Story, Gunvolt di Azure Striker Gunvolt, Isaac di The Binding of Isaac e Shovel Knight di Shovel Knight. A loro si aggiungono due personaggi inediti: Lina ed Helen.

Blade Strangers Recensione Nintendo Switch

Tornare a un picchiaduro accessibile

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i tentativi di rendere più accessibile il genere dei picchiaduro, caratterizzato da meccaniche bizantine e complesse stratificate nel tempo sino a impedire l’accesso a nuovi giocatori. Nascono così opere come Fantasy Strike di David Sirlin, un picchiaduro dove le mosse speciali possono essere eseguite pigiando un unico tasto, senza combinazioni, ed è così che anche Arc System Works di Gulty Gears e BlazBlue sta cercando di semplificare le sue serie o creare alternative più accessibili come il picchiaduro cross-over BlazBlue Cross Tag Battle o Dragon Ball FighterZ.

Blade Strangers appartiene a questa nuova generazione di picchiaduro. Non si tratta però, come nel caso di Fantasy Strike o di Rising Thunder, solo di un tentativo di creare un picchiaduro accessibile e introduttivo che permetta ai videogiocatori di avvicinarsi a un genere sennò inaccessibile. Blade Strangers è più simile a Dragon Ball Fighters o a BlazBlue Cross Tag Battle: semplifica dove non pensa che sia necessaria complessità ma allo stesso tempo introduce nuove meccaniche e non vuole rinunciare a niente.

E, come proprio Dragon Ball FighterZ o BlazBlue Team Tag Battle, quello su cui Blade Strangers semplifica sono soprattutto i controlli e la difficoltà nell’esecuzione delle combo. Le combinazioni di tasti necessarie ad avviare le mosse speciali vengono introdotte da Capcom nel primo Street Fighter proprio per nascondere queste mosse segrete ai giocatori, che le dovevano scoprire da soli, ma, andando avanti e già in Street Fighter 2, le mosse speciali diventano abilità note che tutti i giocatori devono saper maneggiare per poter esprimere la personalità del proprio lottatore.

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A questo punto non ha senso che alcune mosse siano difficili da eseguire, perché questa difficoltà colpisce solo i principianti, mentre i professionisti sanno ormai perfettamente eseguire qualsiasi mossa senza problemi e la difficoltà dell’esecuzione delle combinazioni di tasti non fa neanche più parte della loro esperienza nei picchiaduro. Principianti e professionisti stanno insomma giocando a due giochi totalmente diversi: i principianti lottano per far partire le mosse speciali, mentre i professionisti giocano a un gioco basato sull’inganno, sull’imparare a conoscere il proprio avversario, sull’esperienza e sulla capacità di fare la cosa giusta al momento giusto prevedendo quello che accadrà.

Rising Thunder, Fantasy Strike, Blade Strangers, Dragon Ball FighterZ e BlazBlue Team Tag Battle hanno controlli semplicissimi, seppur a vari livelli. Blade Strangers si pone a metà del cammino, con combinazioni di tasti che ricordano più i picchiaduro/platform nello stile di Smash Bros: ogni personaggio ha un attacco leggero che può concatenarsi in combo con altri attacchi leggeri, una serie di attacchi pesanti eseguibili pigiando un tasto insieme a una direzione e una serie di abilità eseguibili pigiando un altro tasto insieme a una direzione.

Le “super mosse” si eseguono, come accade da Super Street Fighter 2 Turbo, consumando un’apposita barra che si riempie durante il combattimento, ma anche queste mosse possono essere eseguite semplicemente pigiando contemporaneamente attacco pesante, tasto delle abilità e un quarto tasto chiamato “Unique” (è anche possibile impostare un tasto per attivare le super mosse senza bisogno di premere più tasti contemporaneamente). Questa semplicità non deve però suggerire una carenza di opzioni offensive e difensive, perché Blade Strangers, come per esempio Dragon Ball FighterZ, è invece pieno di meccaniche e abilità da sfruttare.

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Senza rinunciare a ricchezza e profondità

Intanto, già da come ho descritto i controlli di Blade Strangers emerge una certa varietà di attacchi (un attacco leggero e una famiglia di attacchi pesanti) e una certa varietà di mosse speciali (dovute alle varie direzioni con cui può essere premuto il pulsante delle abilità). Ma i personaggi possono anche avere varianti aeree per questi attacchi e queste abilità e ogni abilità speciale di Blade Strangers ha una variante “potente” ma più lenta, eseguibile premendo insieme al tasto delle abilità e alla direzione specifica anche il tasto dell’attacco forte, e una variante “EX”, eseguibile consumando parte della barra necessaria per le super mosse e premendo insieme al tasto delle abilità e alla direzione specifica anche il tasto Unique.

Le mosse potenti ed EX sono, a volte, solo varianti potenziate della mossa originale, ma in alcuni casi sono attacchi diversi da quello originale con un loro scopo specifico. Per esempio, quando controllo Isaac se premo il tasto abilità senza alcuna direzione sparo una lacrima verso l’avversario. La versione base della lacrima percorre poco spazio prima di cadere a terra, quella potente arriva più lontano e quella EX percorre tutto lo schermo e può essere rapidamente seguita da altre due lacrime. Già in Street Fighter 2 esiste qualcosa del genere, in quanto una mossa che (per esempio) necessita la pressione del tasto pugno può essere eseguita in tre modi diversi usando pugno debole, pugno medio o pugno forte, e molti giochi seguono questo sistema.

Ma, sempre giocando come Isaac, se premo il tasto indietro insieme al tasto abilità evoco un ragnetto che si muove in avanti sino a colpire l’avversario, e la variante potente di questa abilità invece di evocare semplicemente un ragnetto più potente evoca una mosca che attacca volando mentre la variante EX evoca un angioletto che vola sino a colpire il nemico o sino a quando non rilascio i tasti. Blade Strangers può avere controlli facili, ma non ha un numero di abilità e di opportunità inferiore rispetto a quello che mi aspetto da qualsiasi altro picchiaduro.

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A questo contribuisce l’introduzione di alcune meccaniche più particolari, come il tasto Unique citato in precedenza. Il tasto Unique attiva, quando viene premuto insieme alle solite direzioni, una serie di attacchi con scopi specifici. Premere il tasto Unique senza premere alcuna direzione attiva per esempio un attacco contraereo, mentre premere il tasto Unique mentre mi abbasso attiva uno sgambetto che fa cadere a terra il nemico e premere il tasto Unique mentre premo avanti mi fa eseguire un attacco capace di superare la guardia di un nemico che si sta parando in posizione accucciata.

Aggiungete a questo la possibilità di consumare la barra della super per eseguire una manovra offensiva, uno scatto in avanti capace interrompere le mie mosse, e una manovra difensiva, un attacco che posso eseguire mentre sto parando i colpi nemici e che è pensato non per danneggiare l’avversario ma per allontanarlo e darmi respiro, e la possibilità di attivare uno stato chiamato Heat Up che potenzia temporaneamente il personaggio quando si trova a corto di salute.

C’è anche un’apposita barra delle combo che regola la durata delle catene di attacchi: la barra si svuota mentre la combo si allunga, e più i miei attacchi sono monotoni più la barra si svuota velocemente fino a svuotarsi del tutto e interrompere la mia sequenza. E, naturalmente, ci sono anche le solite prese capaci di superare la guardia nemica (e a loro volta bloccabili facendo al momento giusto una contro-presa).

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Varietà e accessibilità

Non manca, insomma, varietà, anche se rispetto ai picchiaduro di Arc System Works Blade Strangers ha personaggi decisamente più uniformi. Non mancano archetipi diversi, e anzi alcuni personaggi (come Master T di Code of Princess) sono leggermente modificati rispetto a come funzionano nel loro gioco originale per renderli più unici e identificabili all’interno di meccaniche picchiaduro, ma (quasi) tutti i personaggi si limitano a reinterpretare in modo diverso le stesse combinazioni di tasti, con poche sorprese. Fa eccezione Gunvolt, che ha una lista di mosse leggermente diversa dagli altri e un suo modo di riempire la barra della super.

Blade Strangers non manca neanche di modalità: c’è una modalità per la storia, un tutorial, una modalità di addestramento, varianti di modalità survival, sfide (in pratica un addestramento alle combo dei vari personaggi), una classica modalità arcade e versus locale e online. Blade Strangers comprende praticamente tutto quello che mi aspetto in un picchiaduro, in un pacchetto facilmente accessibile anche a chi non frequenta spesso il genere e con personaggi del videogioco indipendente come Isaac e Shovel Knight.

Non sono sicuro che il gioco abbia la potenzialità per guadagnarsi un posto in un mercato piuttosto affollato, ma chi vuole avvicinarsi al genere o chi comunque vuole un’alternativa più accessibile alle sue meccaniche dovrebbe aggiungerlo alla sua libreria. Almeno nell’attesa che arrivino le versioni per Nintendo Switch e PS4 di Fantasy Strike (già disponibile in Accesso Anticipato su Steam).

Blade Strangers Recensione Nintendo Switch

Blade Strangers è già disponibile su PC tramite Steam e su Nintendo Switch tramite eShop e dovrebbe essere presto disponibile anche su PlayStation 4 tramite PlayStation Store. Il gioco è stato recensito grazie a un codice per Nintendo Switch fornito da Nicalis.

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