Animal Crossing Pocket Camp ha micro-transazioni sempre più aggressive

Animal Crossing Pocket Camp di Nintendo, l’Animal Crossing free-to-play per dispositivi mobili, sta continuando a tradire lo spirito della serie originale, una serie di videogiochi rilassanti e lenti, inserendo invece micro-transazioni sempre più aggressive come ben documenta il subreddit del gioco, in subbuglio dopo l’ultimo evento in-game.

Animal Crossing nasce con un classico sistema di monetizzazione a doppia valuta: ci sono le Stelline, la valuta che guadagno giocando, e ci sono i Biglietti Foglia, la valuta premium acquistabile con denaro reale necessaria per velocizzare il gioco riducendo i suoi tempi d’attesa e per ottenere alcuni oggetti e alcuni personaggi.

Ad aprile il gioco ha guadagnato un sistema di loot box (in questo caso le casse si chiamano “biscotti della fortuna”) con alcune loot box, quelle più preziose e dai contenuti più esclusivi (oggetti con cui arredare la mia casa/campeggio capaci anche di sbloccare scene di storia), acquistabili solo con i Biglietti Foglia, cioè con denaro.

Esiste un modo per ottenere questi oggetti senza aprire scatole dal contenuto casuale (scatole che possono pure contenere doppioni), ma è ugualmente costoso: per ogni loot box acquistata con Biglietti Foglia ottengo un timbro su una tessera, ogni dieci timbri la tessera è completata e le tessere completate possono essere scambiate con oggetti. Purtroppo, gli oggetti più costosi arrivano a costare 10 tessere, che corrispondono a €225 spesi in loot box.

L’ultima novità nella monetizzazione di Animal Crossing Pocket Camp porta il gioco ancora più in basso. Il suo ultimo evento, un torneo di pesca, accoppiava una difficoltà insensata e nettamente superiore a quella dei precedenti eventi all’offerta sempre più pressante di pagare per un aiutino nel completarlo.

Gli eventi di pesca di Animal Crossing Pocket Camp non sono mai stati facili e solo i giocatori più dedicati potevano ottenere tutte le loro ricompense, ma sinora erano considerati comunque fattibili e pensati per premiare impegno e costanza. Le sfide consistono nell’ottenere una certa quantità di pesce e raggiungere in questo modo una “lunghezza totale”, un certo valore dato dalla somma della lunghezza dei pesci catturati, ma mentre il primo torneo richiedeva un totale di 4200cm di pesce e il secondo e il terzo ne richiedevano 5200 il quarto ha richiesto ben 7000cm di pesce per il suo trofeo dorato.

Nintendo ha inoltre aggiunto una ricompensa ottenibile solo dopo aver già raggiunto questo traguardo come premio casuale per una serie di obiettivi secondari (cioè catturando ancora più pesce) e ha reso più insistenti i messaggi che offrono di semplificare la cattura dei pesci grazie a una speciale canna da pesca disponibile naturalmente solo in cambio di Biglietti Foglia. Precedetemente il personaggio Castore, che nel gioco organizza il torneo di pesca, mi informava solo all’inizio del torneo di poter affittare (non comprare) una Canna da pesca d’oro capace di catturare due pesci alla volta, mentre in questo torneo Castore me la offriva ogni singola volta in cui gli portavo un pesce.

L’idea di dare ai giocatori l’opportunità di pagare per saltare alcuni passaggi di un gioco e risparmiare tempo è spesso accolta favorevolmente dagli utenti, soprattutto da quelli più anziani che, lavorando, hanno il denaro necessario per questo genere di micro-transazioni ma, lavorando, non hanno il tempo per tutto il grinding (la ripetitiva routine necessaria a progredire) di cui il gioco ha bisogno se affrontato senza pagare.

Ma il punto è che sono gli sviluppatori stessi a inserire inserito queste parti ripetitive, difficili o noiose, tanto ripetitive, difficili o noiose da convincere qualcuno a pagare pur di saltarle, nel loro videogioco. Inseriscono un problema, poi offrono di risolverlo in cambio di una micro-transazione. Se non basta correggono il tiro, rendendo tutto ancora più difficile, ripetitivo e noioso e assicurandosi che il giocatore sia continuamente a conoscenza della possibilità di alleggerire il suo carico di lavoro pagando.

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