Valve annuncia di non volere responsabilità per i contenuti di Steam

La selezione dei contenuti di Steam è sempre stato un problema per Valve. Inizialmente era possibile entrare sulla piattaforma solo su invito ma questo escludeva molti sviluppatori indipendenti e ogni fetta di mercato di cui Valve stessa non fosse esperta, così nacque Steam Greenlight dove era la comunità a decidere cosa sarebbe arrivato su Steam e, infine, arrivò Steam Direct, un sistema quasi senza filtri: chi vuole essere su Steam paga, presenta pochi documenti e ci va.

Le nuove politiche di Steam sulla censura dei contenuti (immagine da Active Shooter)
Active Shooter di Revived Games e Acid

In questa trasformazione è diventato sempre più importante il lavoro, volontario e non pagato, degli utenti stessi di Steam. Siccome Valve non cura il suo negozio e non pensa che il suo negozio debba essere curato sono gli utenti che devono aiutare gli altri utenti a scoprire i giochi all’interno della piattaforma diventando i suoi Curatori. Al resto ci pensa “l’algoritmo”, il sistema che gestisce quali giochi mi vengono consigliati in base a quello che ho giocato e cercato in passato.

In teoria è un sistema ideale: tutti possono pubblicare su Steam e poi Steam mi fa vedere quello che mi interessa in modo che ognuno abbia davanti il negozio di videogiochi dei suoi sogni. In pratica l’algoritmo di Steam è ancora lontano da questo e il risultato è un negozio dove il proprietario fa portare la merce e la fa lasciare per terra dai fornitori e poi ai clienti tocca ordinarla sugli scaffali prima di poterla comprare.

Le nuove politiche di Steam sulla censura dei contenuti (immagine da Mutiny)
Mutiny!! di Lupiesoft

Quali contenuti sono ammessi su Steam?

Di recente sono emersi poi ulteriori problemi nel modo in cui Valve sceglie (o non sceglie) cosa arriverà su Steam. Mentre veniva proposto sul negozio un simulatore di strage scolastica, poi rimosso da Valve non per il suo contenuto ma perché il suo autore era un già noto truffatore, Steam minacciava di rimuovere alcune visual novel con stili grafici ispirati a fumetto e animazione giapponese perché giudicate pornografiche pur avendo contenuti che non si spingevano oltre alcune scene di nudo perfettamente accettabili in altre opere come The Witcher 3 Wild Hunt o Conan Exiles.

Valve ha poi ritirato la minaccia e ha detto che avrebbe nuovamente controllato i giochi accusati di essere inadatti a Steam, ma la possibilità che le visual novel venissero all’improvviso rimosse dalla piattaforma è rimasta, come è rimasta l’impossibilità di capire esattamente quali siano i contenuti permessi da Valve che prima accetta tutto tramite Steam Direct e poi minaccia censure.

Le nuove politiche di Steam sulla censura dei contenuti (immagine da Tropical Liquor)
Tropical Liquor di Tentacle Games

La nuova politica di Valve

In un nuovo post Valve spiega di aver preso una decisione, rinunciando definitivamente a moderare i contenuti di Steam. “La sfida non è solo capire se sul Negozio di Steam debbano comparire certi giochi con contenuti violenti o adulti. Il problema è se debbano comparire giochi con un’ampia gamma di contenuti controversi, contenuti politici, sessuali, razzisti, sul genere, sulla violenza, sull’identità e così via. In più ci sono controversie specifiche del solo mondo del videogioco: per esempio cosa costituisca un gioco o quale livello di qualità sia appropriato per un gioco in uscita.”

Abbiamo deciso che il modo giusto di comportarci è di permettere su Steam tutto, tranne cose che decidiamo che siano illegali o trolling puro e semplice.” [I grassetti sono miei in questa e nelle successive citazioni] Perché, come Valve ammette, neanche i suoi dirigenti hanno idea di cosa debba stare o non stare su Steam, anche loro sono confusi e la loro confusione sta confondendo “i consumatori, i nostri partner sviluppatori di videogiochi e persino i nostri stessi dipendenti”. 

Valve quindi non vieterà la pubblicazione di videogiochi omofobi, sessisti o razzisti, a meno che i loro contenuti non si spingano tanto in là da poter essere considerati illegali. Gli utenti potranno decidere se visualizzare questi “contenuti a rischio” grazie a nuovi strumenti di moderazione. “In futuro vi permetteremo di correggere personalmente l’algoritmo che gestisce le raccomandazioni in modo da nascondere i giochi che contengono gli argomenti di cui non siete interessati. Quindi se non volete vedere videogiochi anime nella vostra versione del Negozio di Steam potrete eliminarli.”

Noto con dispiacere che, secondo Valve, un buon esempio di contenuti a rischio siano “i giochi anime”. Potrò ugualmente eliminare con un clic i contenuti omofobi?

Le nuove politiche di Steam sulla censura dei contenuti (immagine da A Kiss for the Petals Maidens of Michale)
A Kiss for the Petals Maidens of Michael di St. Michael’s Girls School

L’opinione di MangaGamer

“Sfortunatamente, mentre il post è un bel pezzo promozionale o almeno vuole esserlo non mostra veramente una qualche volontà di cambiare” mi scrive John Pickett, responsabile dei rapporti con la stampa dell’editore e distributore MangaGamer. Uno dei giochi minacciati di rimozione, Kindred Spirits on the Roof, è edito proprio da MangaGamer che lo aveva portato su Steam due anni fa dopo un’attenta verifica dei suoi contenuti svolta con Valve stessa. Un altro gioco edito da MangaGamer, A Kiss for the Petals Maidens of Michael, è stato rimosso poco dopo l’arrivo su Steam senza spiegazioni.

“L’unico cambiamento significativo annunciato è che Valve intende permettere agli utenti di bloccare tutti i videogiochi anime (come altri contenuti con particolari tag) in modo che neanche possano essere visualizzati. Considerando che è già una fatica guadagnare visibilità su Steam da quando Valve ha iniziato la transizione a Steam Direct e ha permesso la vendita di spazzatura [Pickett usa il termine shovelware] sulla sua piattaforma, dichiarare che permetteranno ai consumatori di bloccare intere categorie di contenuto significa solo che sarà ancora più difficile mostrare certi prodotti sulla piattaforma, e questo è negativo per tutti, non solo per noi o altri sviluppatori di visual novel.

È anche significativo che Steam citi in modo tanto specifico i videogiochi anime come un esempio di quello che gli utenti potranno bloccare. È segno di una chiara discriminazione da parte loro, una discriminazione rivolta a tutti i contenuti giapponesi con un certo stile grafico ed è anche la dimostrazione pubblica che Valve ci considera, noi sviluppatori di visual novel e altri editori di simili contenuti, il problema principale che li sta obbligando a prendere certe decisioni. Sposta la colpa da loro e dal loro rifiuto di prendersi responsabilità per la loro piattaforma su piccoli sviluppatori come noi. Non è accettabile.

Le nuove politiche di Steam sulla censura dei contenuti (immagine da Kindred Spirits on the Roof)
Kindred Spirits on the Roof di Liar-Soft

Inoltre, in quella dichiarazione Valve si riserva il diritto di rimuovere giochi nel caso che decida che siano illegali. Questo vuol dire che mentre Valve evita la responsabilità di curare la sua offerta si riserva il pieno potere di rimuovere quello che vuole quando vuole a sua discrezione, sia che ci sia sia che non ci sia una causa legale contro quel titolo.

La maggioranza di titoli per adulti o che parlano di sesso e sessualità sono già obbligati a operare tra i confini nebulosi e soggettivi delle leggi sull’oscenità, quindi questa dichiarazione non cambia assolutamente nulla per quanto riguarda la mancanza di una presa di posizione di Valve verso i contenuti per adulti.

L’unica cosa che dice è: puoi pubblicare contenuti per adulti, ma non ci prendiamo la responsabilità e ci riserviamo il diritto di rimuovere il tuo gioco in qualsiasi momento senza alcun avvertimento o notifica e non hai nessun modo per appellarti a questa decisione o correggere la situazione. Ci sono molto molti molti altri problemi in questa dichiarazione di Valve e anche se sembra buona a una prima lettura è una pessima notizia sia per gli sviluppatori sia per i giocatori.”

Le nuove politiche di Steam sulla censura dei contenuti (immagine da HuniePop)
HuniePop di HuniePot

Ma cosa è legale?

Il punto è che Valve stessa ammette nello stesso post che il concetto di cosa sia legale è vago, sia a livello mondiale sia nei singoli Stati. “Quello che è considerato essere una discussione, un comportamento, una rappresentazione accettabile varia in modo significativo nel mondo, sia socialmente sia legalmente. Anche quando guardiamo un solo Paese o Stato le definizioni legali che riguardano questi argomenti possono essere troppo ampie o vaghe per evitare decisioni che siano soggettive e interpretative.”

Rappresentanti di Valve non hanno risposto alla nostra richiesta di commento in tempo per la pubblicazione. Riporto qua sotto, integralmente e in inglese, la dichiarazione di John Pickett.

Unfortunately, while that post is a great PR piece, or at least meant to be one, it’s not actually a statement of any kind of change. If anything, the only significant change that statement makes is that Valve intends to allow user to block all “anime games” (and other tagged content) from ever being seen. Considering it’s already a struggle to gain visibility on Steam ever since Valve started shifting to Steam Direct and allowing shovelware to be sold on its platform, this statement that they’ll allow customers to wholly block categories of content mean that it’s only going to be more difficult to get products seen on the platform, which is bad for everyone, not just us or other visual novel developers.
It’s also telling that Steam specifically cites “anime games” as an example of what users will be able to block out. This is sign of clear discrimination on their part toward all Japanese content with that art style, and it’s also making the public implication that Valve considers us, Visual Novel developers, and other publishers of such content to be the main problem that’s forcing them to make decisions. It shifts the blame from their own refusal to bear responsibility for their platform to small developers like us. That’s not acceptable.
Furthermore, in that statement Valve retains the right to takedown games they “decide are illegal”. This means that while Valve is shunting responsibility to curate its offerings, it’s also retaining full discretion to pull anything it wants whenever it wants, regardless of whether or not a legal case is made against the title.
Most adult titles and titles featuring sex and sexuality are already forced to operate within the nebulous and subjective bounds of obscenity laws, so this statement changes absolutely nothing in terms of Valve’s non-stance on adult content. If anything, this statement by Valve is explicitly saying, “you can publish adult content, but we take no responsibility and reserve the right to pull your game at any given time without any warning or notice and you will have no avenues by which to appeal this decision or rectify the situation.”
There are many, many, many other flaws and issues with this statement from Valve, but while it may sound good at first, it’s entirely bad for developers and gamers both.

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