Tencent annuncia la versione internazionale di WeGame, lo Steam cinese

Tencent, la più grande compagnia videoludica al mondo per incassi proprietaria di videogiochi come League of Legends e Clash of Clans e in parte proprietaria di PUBG Corp, Epic Games, Activision Blizzard e Ubisoft, ha annunciato di voler portare in tutto il mondo la sua piattaforma WeGame, progetto di cui avevamo già parlato in passato.

WeGame è la piattaforma di distribuzione digitale di videogiochi per PC più grande al mondo (circa 200 milioni di utenti contro i circa 150 di Steam), pur essendo sostanzialmente disponibile solo in Cina dove invece Steam è sinora sopravvissuto in uno spazio grigio e clandestino. Valve ha però annunciato una collaborazione con Perfect World per avere una versione ufficiale cinese di Steam, rispettosa delle leggi locali e del controllo statale, approfittando anche della fama acquisita dalla piattaforma in Cina grazie a PlayerUnknown’s Battlegrounds (un quarto degli utenti di Steam hanno ora come lingua del client il cinese semplificato).

Sinora la posizione dominante di Steam fuori dalla Cina non sembrava potesse essere messa in discussione, ma una gestione sempre più sciatta e sempre meno trasparente del negozio, l’arrivo di importanti videogiochi come Call of Duty Black Ops 4, Destiny 2 e soprattutto Fortnite su client esterni e la concorrenza di piattaforme come Discord e Twitch ne stanno riducendo la centralità aprendo forse spiragli per un mercato pluralista.

Va anche detto che probabilmente Tencent non è interessata a fare concorrenza a Steam fuori dalla Cina. WeGame è una piattaforma piuttosto piccola, con solo 220 videogiochi (sia cinesi sia esteri, come Don’t Starve Together) soprattutto a causa della pesante censura imposta dal governo cinese e il lancio di un WeGame “internazionale” a Hong Kong potrebbe avere come scopo principale proprio creare una versione di WeGame accessibile facilmente dalla Cina ma non regolamentata dal governo dove poter pubblicare un maggior numero di videogiochi.

Source South China Morning Post

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