Importanza e limiti del video sul cross-play tra Xbox One e Nintendo Switch

Nintendo e Microsoft hanno pubblicato un importante vide per promuovere il multiplayer cross-platform tra Xbox One e Nintendo Switch, incentrandosi soprattutto su Minecraft. Il video mostra un utente Nintendo Switch e una utente Xbox One, con i colori e i marchi delle loro console, mentre condividono insieme un’avventura in Minecraft e rappresenta un deciso cambio di direzione rispetto alla solita console war: Microsoft e Nintendo accennano a un futuro in cui console diverse e la loro offerta coesistono a favore dei consumatori.

Un futuro che in parte esiste già: posso entrare in Minecraft su Nintendo Switch accedendo a Xbox Live e ottenere achievement Xbox mentre gioco con un mio amico che invece è su PC.

Xbox e Switch non sono concorrenti

Per quanto questo video abbia la sua rilevanza, anche da un punto di vista storico, non bisogna sopravvalutare l’iniziativa che è, soprattutto, una campagna di marketing tra due compagnie che sanno di poter coesistere nelle case dei giocatori.

Secondo Mat Piscatella dell’NPD Group nel primo trimestre del 2018 il 40% dei possessori di Nintendo Switch in USA possedevano anche una PS4. Questo dato mostra intanto quanto sia rilevante in un grande mercato come quello degli Stati Uniti d’America l’assenza di cross-play tra Switch e PS4 e l’impossibilità di collegare il proprio account Epic Games sia al Nintendo Account sia al PSN: il 40% dei possessori statunitensi di Switch si trovano a dover creare appositamente un secondo account Epic, senza poter trasferire la propria progressione, per giocare a Fortnite.

Ma questo dato mostra anche come Nintendo Switch sia una seconda console per molti, una console che viene affiancata grazie alle sue particolari caratteristiche (l’essere portatile) alle console fisse Xbox One e PS4. Per Nintendo è quindi fondamentale coesistere con queste macchine e, se Sony ostacola il processo, è una buona idea lavorare insieme al suo concorrente.

In questo modo Nintendo e Microsoft si propongono come le compagnie “buone” e “amiche del consumatore” che spingono per un passo desiderato da molti videogiocatori, incoraggiandoli a fare pressione su Sony perché attivi funzionalità cross-platform che sarebbero un vantaggio sia per Xbox One (come concorrente di PS4) sia per Nintendo Switch (come seconda console).

Ma un paio di mesi fa, all’inizio di maggio, Nintendo censurava ancora i loghi delle altre console nei suoi video ufficiali: come potete vedere nell’episodio di Nintendo Minute che ho inserito qui sopra quando il programma entra all’interno di un GameStop (quasi) tutti i marchi Sony e Microsoft sono censurati. Non è molto diverso da quello che ha fatto Sony nella sua versione di un recente trailer di Destiny 2, videogioco per cui Sony ha vantaggiosi accordi di marketing con Activision: siccome nel video veniva mostrato un controller Xbox One nella versione del trailer presente nel canale YouTube di PlayStation il gamepad è stato censurato.

Perché Sony si oppone al cross-play?

Nel caso di Destiny 2 è chiaro che Sony non voglia mostrare hardware rivale su un gioco promosso per avere vantaggi sulla sua piattaforma PlayStation, ma nel caso del divieto al cross-play la situazione è più complessa. Perché Sony non vuole che i suoi utenti giochino insieme a quelli Xbox e Nintendo?

La posizione dominante

Il motivo più evidente è che così facendo Sony mantiene la sua posizione dominante. PlayStation 4 è la console più diffusa di questa generazione e vuole mantenere questa posizione obbligando chi vuole giocare con i suoi amici utenti PlayStation Network ad acquistare una PlayStation 4 e non uno Switch (evidentemente visto come concorrente diretto nonostante i dati di NPD) o una Xbox One.

Durante la scorsa generazione, quando l’offerta di Microsoft con Xbox 360 si dimostrò assai competitiva con quella di Sony con PlayStation 3, era Microsoft a fare i discorsi che oggi sentiamo fare a Sony. Nel 2011, parlando dell’assenza di multiplayer cross-platform tra PlayStation e Xbox nello sparatutto Defiance sviluppato da Tron, Microsoft disse a Kotaku che “siccome non possiamo garantire questo livello di qualità [che garantiamo su Xbox Live] o avere controllo sull’esperienza dei giocatori su altre console o su altre reti di gioco al momento non apriamo la nostra rete a giochi che permettano di giocare tra piattaforme diverse”.

Una risposta non molto diversa da quella data da Sony nel 2017: “dobbiamo preoccuparci delle nostre responsabilità rispetto ai nostri utenti. Minecraft è giocato da utenti di tutte le età ma ce ne sono anche di molto giovani. Abbiamo un contratto con queste persone che usano il nostro online, ce ne occupiamo e sono all’interno dello spazio curato da PlayStation. Esporre dei bambini a influenze esterne che non possiamo gestire o supervisionare è qualcosa che dobbiamo considerare con grande cautela.”

Il valore delle micro-transazioni

Ma c’è anche un altro motivo: Sony non vuole perdere i soldi legati alle micro-transazioni. I produttori delle console guadagnando una percentuale (il 30%) sulle micro-transazioni che avvengono sulla loro piattaforma, quindi se acquistate un Battle Pass di Fortnite su Xbox One parte della vostra spesa va a Microsoft. Con il cross-play quel Battle Pass potrebbe teoricamente essere però poi usato su PS4, e in questo modo Sony perderebbe la sua parte sulla micro-transazione.

Questa questione è stata citata anche da John Smedley, già presidente di Daybreak Game Company (H1Z1), studio un tempo noto come Sony Online Entertainment. “Quando ero a Sony quello che veniva detto internamente era che la ragione per questo [assenza di cross-play] era il denaro. Non volevano che qualcuno comprasse qualcosa su Xbox e poi lo usasse su PlayStation, solo questo. Sembra una ragione scema ma è questa la ragione.” Il cinguettio di Smedley, ora parte di Amazon Game Studios, è poi stato rimosso.

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