Nintendo vuole aiutare gli editori interessati al multiplayer cross-platform

Nintendo ha dichiarato di essere pronta ad aiutare e supportare gli editori (e gli sviluppatori) che volessero introdurre nei loro videogiochi funzioni di multiplayer cross-platform (o cross-play), cioè la possibilità di far giocare insieme in multiplayer giocatori che accedono allo stesso videogioco da console diverse.

Rispondendo di recente a una domanda degli investitori, Susumu Tanaka, dirigente Nintendo, ha spiegato che “siamo inclini a fare quello che possiamo fare per aiutare gli editori a inserire funzionalità di cross-play quando lo desiderano. Le altre parti coinvolte hanno un peso nel determinare se alla fine siamo davvero capaci di farlo, quindi continueremo a discutere con loro”.

Sony sta mostrando molte resistenze al supporto del multiplayer cross-platform. Come ho spiegato in un mio precedente articolo i motivi sono due: non vuole perdere la sua posizione dominante, cioè non vuole agevolare l’acquisto di altre console da parte di chi vuole giocare con gli amici che hanno una PlayStation 4, e non vuole perdere la sua parte delle micro-transazioni di questi giochi.

I produttori delle console, infatti, prendono una quota delle micro-transazioni che avvengono sulla loro piattaforma e permettere il cross-play e la condivisione di account tra piattaforme diverse vuol dire permettermi, per esempio, di acquistare un oggetto in un gioco su Nintendo Switch e poi usarlo su PS4.

Come ho spiegato nello stesso articolo il cross-play conviene invece a Nintendo. Per molti il Nintendo Switch è una seconda console da affiancare a PlayStation 4 e Xbox One e permettere il cross-play tra tutte queste console vuol dire rendere più appetibile l’acquisto di un Nintendo Switch a chi per esempio possiede una PS4.

La continua pressione su Sony perché permetta il cross-play (e questo articolo è scritto con l’esplicita intenzione di mantenere alta l’attenzione sul tema) la starebbe convincendo a cercare però soluzioni alternative, un compromesso tra l’interesse dei videogiocatori e quello, sinora considerato molto più importante, degli investitori.

Source Nintendo

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