Ikaruga, sacra reliquia della sala giochi – Recensione Nintendo Switch

Il 29 maggio 2018 arriva su Nintendo Switch Ikaruga, capolavoro dello sparatutto a scorrimento (shoot’ em up a scorrimento ) bullet hell di Treasure, uscito per la prima volta nel 2001 nelle sale giochi giapponesi e poi arrivato negli anni su varie piattaforme.

Ikaruga recensione per Nintendo Switch

La rinascita dello shoot ‘em up

Costruendo sopra il suo Radiant Silvergun, il gioco che segnò la rinascita dello sparatutto per cabinati in un periodo (i tardi anni 90) di dominio del picchiaduro, e sopra il suo run ‘n’ gun Silhouette Mirage, che introduce la meccanica della polarità, Treasure realizza un gioco dal gameplay pulitissimo incentrato su un perfetto equilibrio rischio/beneficio.

Come al solito guido un’astronave in livelli bidimensionali che scorrono in un verso e in una direzione distruggendo i nemici che incontro, schivando i loro proiettili e scontrandomi con un boss alla fine di ogni livello. Ikaruga non ha le modalità di fuoco multiple e i power-up di altri giochi del genere ma due soli tipi di attacco: uno sparo base illimitato e un grande attacco con laser a ricerca, attacco speciale che consuma una barra di energia. Un terzo tasto serve a cambiare la polarità della mia astronave, passando da una forma “nera” (rosso/nera) a una forma “bianca” (celeste/bianca) e cambiando contemporaneamente anche la polarità dei miei colpi.

Ikaruga recensione per Nintendo Switch

I nemici che incontro, e i loro proiettili, appartengono o alla polarità nera o alla polarità bianca. Colpendone uno con attacchi dell’altro colore infliggo danni raddoppiati e i proiettili e i raggi nemici della mia polarità non mi danneggiano e, anzi, vengono assorbiti dalla mia astronave diventando l’energia necessaria a compiere il mio attacco speciale. Basandosi quasi solo su queste meccaniche (esistono in realtà anche particolari meccaniche che regolano il punteggio e la risposta dei nemici ai miei attacchi) Ikaruga costruisce un mondo di simmetrie e asimmetrie, di spirali di proiettili da assorbire ed evitare.

La danza

Giocato da me, Ikaruga ha l’eleganza di una marmotta che esce dal letargo a testate, qualsiasi cosa questo voglia dire, ma giocato da un vero esperto, da qualcuno capace di finirlo con “un solo continua” (cioè con solo “tre vite”), Ikaruga è una danza in cui ogni movimento ha un significato e un rapporto con la colonna sonora. È difficile, è qualcosa in cui molti giocatori si bloccano e si bloccheranno già al secondo livello (ma fortunatamente esiste una comoda opzione per avere “continua” infiniti e poterselo godere tutto), o almeno è apparentemente un gioco difficile, perché la sua difficoltà è legata alla sua epoca, all’epoca dei cabinati e alla sua mentalità.

Ikaruga recensione per Nintendo Switch

Le origini in sala giochi

È una mentalità apparentemente ormai lontana o almeno oggi meno diffusa in Occidente, una mentalità che i più giovani non hanno mai incontrato esattamente in questa forma nei videogiochi usciti durante la loro vita e che è allo stesso tempo tanto simile alla mentalità che troviamo nei maggiori successi di questi anni, nei free-to-play per smartphone: Ikaruga non è davvero un gioco difficile perché è nato soprattutto per essere un gioco costoso per il giocatore. Ikaruga è un gioco pensato per la sala giochi, per mangiare monete uccidendo ripetutamente il suo giocatore, ma non è interessato davvero a bloccare il giocatore incapace perché è nato per bloccare solo quello privo di monete da inserire nel cabinato.

L’unica differenza tra il giocatore bravo e quello meno bravo, nella sua versione originale per sala giochi, è il costo necessario per completare la partita e con abbastanza monete a disposizione chiunque può finire Ikaruga semplicemente continuando a pagare mentre il gioco avanza da solo, continuando il suo scorrimento. Anche i boss restano attivi solo per un tempo limitato e, quando questo tempo finisce, si ritirano anche se non sono stati distrutti.

Ikaruga recensione per Nintendo Switch

Se il port su Nintendo Switch di Ikaruga, come qualsiasi altro port di Ikaruga (su Dreamcast, GameCube, Xbox Live e PC Steam), ha un limite è proprio quello di essere stato progettato per funzionare con un tipo di monetizzazione che non ha più. Ikaruga è un gioco per cui è necessaria una grande abilità, ma per cui è soprattutto necessaria memoria, è necessario sapere in anticipo cosa farà ogni nemico, a che ritmo e in che ordine e con quale polarità arriveranno i proiettili.

In molte situazioni non c’è praticamente modo di sopravvivere alla prima partita, e in questo modo i giocatori sono obbligati, indipendentemente dalla loro bravura, a spendere monete per avere la possibilità di imparare (morendo). Per quanto questo trial and error, questo imparare attraverso la morte, sia ormai diventato parte del genere bullet hell, come del cugino run ‘n’ gun, e abbia definito anche generi che non hanno nessuna immediata parentela con il mondo dei cabinati (pensate ai Dark Souls e a tutti i Souls-like) è evidente che si tratti spesso di un design vestigiale rimasto nell’industria videoludica e in giochi nati per la sala giochi come Ikaruga come ricordo di sistemi di monetizzazione che in qualche modo stanno anche tornando, grazie al free-to-play e alle sue micro-transazioni.

Ikaruga recensione per Nintendo Switch

L’unico modo quasi fedele di rigiocare a Ikaruga oggi sarebbe farne una versione in cui pago per avviare la partita e pago per ogni “continua” consumato (cioè ogni tre morti). Così il suo design avrebbe ancora un qualche senso, ma Ikaruga continuerebbe ancora a essere fuori posto nella storia. Il prezzo che pagavamo (e che paghiamo) per giocare ai cabinati aveva e ha un altro significato, è una tariffa con cui affitto una macchina di cui esistono unità limitate al mondo e con cui affitto la sua potenza di calcolo (una potenza di calcolo a volte notevole per l’epoca). Oggi guardiamo con sospetto le micro-transazioni e le costrizioni che impongono al design perché non riusciamo a vedere tutto questo valore.

Pacifist Route

Ma il fatto che Ikaruga vada avanti da solo, anche di fronte ai boss, rende possibile giocarlo in un modo particolare, pacifista, senza sconfiggere alcun avversario, semplicemente (in realtà non è per niente semplice) schivando e assorbendo i proiettili nemici. È interessante vedere come l’avere in mano un gioco “che va avanti da solo” sia stato trasformato da Tresure nello spunto non banale per creare un’altra esperienza di gioco possibile e totalmente alternativa a quella convenzionale.

Ikaruga recensione per Nintendo Switch

La versione definitiva di Ikaruga?

Come la versione PC, e a differenza della versione Xbox Live Arcade, la versione Switch di Ikaruga manca di multiplayer online (ma ha classifiche online e la possibilità di vedere i replay altrui), e tutte queste versioni mancano purtroppo della comoda modalità di addestramento (con tempo rallentato) vista nel port per GameCube. Come la versione PC, però, quella Switch ha il double play, una folle modalità single-player (stranamente nascosta nel menù insieme alle modalità per due giocatori) in cui controllo contemporaneamente due astronavi con le due metà del gamepad (cioè con i due Joy-Con).

È difficile dire se questa è la “versione definitiva” del gioco. Funziona perfettamente e Nintendo Switch con la sua portabilità è particolarmente adatto ad accogliere Ikaruga, l’assenza del multiplayer online è alla fine trascurabile ma avrei gradito il ritorno di una modalità pensata per addestrarmi al gioco principale.

Ikaruga recensione per Nintendo Switch

Ikaruga nasce come shoot ‘em up a scorrimento verticale, e grazie alle opzioni grafiche (comunque già presenti nelle versioni passate) posso anche ruotare la schermata e sfruttare lo Switch proprio in verticale, ma posso anche ulteriormente adattare il gioco ai miei bisogni ruotandolo completamente, trasformandolo in uno sparatutto a scorrimento orizzontale e magari ingrandendo i testi per renderli ben visibili nella modalità portatile dello Switch.

Come al solito, poi, i due Joy-Con bastano per far giocare in coop due giocatori e, sommando insieme tutte queste caratteristiche e funzioni, il Nintendo Switch diventa sicuramente la miglior piattaforma per poter giocare Ikaruga (come quasi ogni altra cosa) in compagnia. Gli screenshot che vedete in questo articolo sono realizzati usando queste impostazioni che, pur rovinando in parte le simmetrie di Ikaruga pensate per la verticalità, contribuiscono all’accessibilità di un classico di un genere che merita ancora di essere scoperto e riscoperto anche se ha ormai perso parte del suo significato.

Ikaruga di Treasure e Nicalis sarà disponibile su Nintendo Switch a partire dal 29 maggio 2018 al prezzo di circa €15. Il gioco è stato recensito con un codice fornito dal suo editore Nicalis.

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