ArenaNet di Guild Wars sacrifica una scrittrice per accontentare la folla

ArenaNet, sviluppatore della serie Guild Wars, ha licenziato i suoi due scrittori Jessica Price, da un anno nella compagnia, e Peter Fries, da più di tredici anni nella compagnia, a seguito di una discussione che i due hanno avuto su Twitter con uno YouTuber.

Il 3 luglio

Questa è la storia. Il 3 luglio Jessica Price ha pubblicato su Twitter (sulsuo account personale) un lungo discorso sui problemi che nascono scrivendo personaggi giocabili per videogiochi di ruolo con online massivo come Guild Wars 2. Il problema sta nel difficile equilibrio tra la volontà di dare una personalità a questi protagonisti e la volontà di dare libertà al giocatore in modo che possa trovare nel personaggio quello che cerca e possa farlo suo.

Entra in scena Deroir, uno streamer di Twitch e YouTuber affiliato ad ArenaNet, e sostiene di non essere d’accordo con quello che ha scritto Price, perché costruire dialoghi a scelta multipla e ad albero (in cui ogni scelta porta ad avere opzioni diverse alla successiva diramazione della conversazione) darebbe una maggiore libertà ai giocatori.

Il 4 luglio

Il giorno dopo, durante le festività statunitensi del 4 luglio, Price è nuovamente intervenuta su Twitter mostrando di non aver apprezzato il tono e la natura dell’intervento di Deroir. “Oggi in: essere una sviluppatrice donna. Arriva uno e ti fa: permetta a me, una persona che non lavora con lei, di spiegarle come fare il suo lavoro”. Il solo citare di essere donna ha però immediatamente eccitato gli animi dei videogiocatori che, chiamati alle armi da un post su Reddit, hanno iniziato ad arrivare sull’account di Price per protestare per il trattamento riservato a Deroir.

“Siccome sembra che oggi io abbia rotto un sacco di cuori virili, lasciate che vi spieghi qualcosa: questo è il mio account” ha scritto Price più tardi. “Non sono in servizio qui. Non sono qui a coccolare le vostre emozioni solo perché sono una sviluppatrice. Non aspettatevi che finga che voi mi piacciate qui.”

Intanto il 4 luglio entra in scena anche Peter Fries, che difende la reazione di Price dicendo che “lei non ha mai chiesto di essere corretta” e che è una professionista che dovrebbe essere rispettata, e non corretta, da chi non ha mai fatto il suo lavoro. “Oggi è una festa nazionale, siamo a casa dopo aver lavorato duramente per mesi all’ultima espansione. Se vi sto mettendo in imbarazzo se non sono molto professionale è perché sto bevendo qualcosa immerso nel sole nel giardino sul retro di casa mia e sento certe cose senza senso venir dirette a una persona che rispetto.”

Il 5 luglio

Questione risolta? No, perché Mike O’Brien presidente di ArenaNet è personalmente intervenuto sui forum di Guild Wars 2 affermando che i cinguettii di Price e Fries fossero “attacchi contro la comunità del gioco”. “Due dei nostri dipendenti hanno fallito nel mantenere i nostri standard quando comunichiamo coi giocatori” ha scritto O’Brien spiegando che, per questo motivo, Price e Fries sono stati allontanati. “Voglio chiarire che quelle affermazioni non riflettono la visione di ArenaNet. La nostra compagnia cerca di avere un rapporto collaborativo con la comunità di Guild Wars, ci teniamo alle vostre idee e facciamo questo gioco per voi.”

È stato… strano. Sì, Deroir è intervenuto un po’ a caso nel discorso di una professionista, magari pensando di avere le competenze per farlo grazie ai suoi settemila iscritti su YouTube, sì Price ha reagito in modo un po’ sgarbato, ma Fries non ha scritto niente di particolarmente offensivo e la questione poteva risolversi tutta dietro le quinte con qualche scusa e un comunicato, non licenziando una persona dopo tredici anni di lavoro per aver difeso la collega e licenziando pure la collega. Abbiamo chiesto ad ArenaNet maggiori delucidazioni sulla dinamica dei fatti.

Giocoservizio e sviluppatoreservitore

E la questione evidenziata da Price è reale e seria. Forse i videogiochi sono diventati giocoservizi, sono diventati servizi, per le compagnie, ma gli sviluppatori non sono di conseguenza diventati servitori e i loro spazi personali non sono luoghi in cui devono continuare a lavorare per la loro azienda.

La retorica del “facciamo questo gioco per voi” non sta facendo bene al videogioco. Anni fa lo sceneggiatore di fumetti Gianfranco Manfredi scrisse che “c’è chi vorrebbe fare diventare il nostro lavoro, un lavoro da gelatai” parlando dell’espressione “intercettare i gusti dei lettori”, ed è un fenomeno che interessa ancora maggiormente il mondo dei videogiochi con giocoservizi, Accessi Anticipato e sviluppo partecipato legato a crowdfunding, cioè modelli in cui il videogioco viene costruito insieme ai suoi futuri (o anche attuali) giocatori disposti persino a pagare per dare questo contributo alla lavorazione.

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