Discord diventa un po’ come Steam che diventa un po’ come Discord

Negli scorsi giorni è successo qualcosa di curioso: Discord, piattaforma di chat e chat vocale pensata per i videogiocatori, ha aggiunto caratteristiche che lo rendono in qualche modo simile a Steam, mentre Steam ha guadagnato funzionalità pensate per rendere superfluo Discord per i suoi utenti.

Se avete aperto Steam negli scorsi giorni (magari per dare un’occhiata ai suoi Saldi Estivi) e avete la versione beta del client avrete notato qualche differenza, soprattutto per quanto riguarda la chat della piattaforma e la Lista Amici, e tra le maggiori novità ci sono le chat di gruppo e l’arrivo di chat room permanenti con la possibilità di chat vocale, proprio in stile Discord. Ma la chat è stata migliorata in generale, per esempio permettendo di usarla da browser e non solo da client (anche qui l’ispirazione sembra provenire da Discord) e permettendo di pubblicare immagini e altri contenuti multimediali.

E Discord, quasi come risposta a Steam, ha introdotto nuove funzioni come la possibilità di lanciare i videogiochi dalla piattaforma e di vedere (più facilmente rispetto a prima) a cosa stanno giocando i miei amici permettendomi anche di unirmi alla loro partita. Come parte di questo aggiornamento sono inoltre arrivate le “games tab”, delle pagine sui singoli giochi con informazioni e notizie su di essi. Un po’ come le pagine Steam, ma senza la possibilità (al momento?) di acquistare i videogiochi da Discord.

Il fatto è che Discord è utilizzato da molti utenti che neanche hanno Steam (soprattutto ora che è integrato su Xbox One) e, anche a causa delle sempre più confuse politiche di Valve sui contenuti ammessi su Steam e sulla curatela del negozio, altre piattaforme stanno cercando di conquistare il proprio spazio.

EA ha Origin, Activision ha iniziato a concentrarsi su Battle.net prima sfruttata solo da Blizzard, CD Projekt ha GOG (che di recente ha introdotto la possibilità di creare profili utente), itch si è ormai definita come alternativa per i videogiochi indipendenti, piattaforme come Mangagamer e Nutaku cercano di dare ospitalità a contenuti non ben accetti su Steam e così via. Intanto anche Amazon, attraverso Twitch, sta cercando di creare qualcosa di simile a un’alternativa a Steam (e a Facebook, e a Youtube), con sempre maggiori funzionalità social e la possibilità di ottenere e acquistare videogiochi dal suo client.

Insomma, Steam mantiene una posizione dominante ma in molti stanno pensando che il suo dominio non sia più solido come in passato e che anzi sia ormai necessario trovare nuove strade e avere un maggiore pluralismo.

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