Bloodstained Ritual of the Night non ha una bella cera

Durante l’E3 2018 Koji Igarashi ha presentato insieme a IGN un nuovo video di gameplay del metroidvania Bloodstained Ritual of the Night di ArtPlay, DICO e 505 Games. Bloodstained Ritual of the Night è pensato per portare avanti il lavoro fatto da Igarashi stesso sulla serie Castlevania di Konami a partire da Castlevania Symphony of the Night (1997), gioco che definisce quello che oggi intendiamo come metroidvania, il videogioco di piattaforme e azione con elementi di gioco di ruolo incentrato sul raggiungere nuove aree dell’ambientazione grazie all’acquisizione di nuove abilità.

Bloodstained Ritual of the Night fu apparentemente finanziato tramite Kickstarter, dove raccolse cinque milioni e mezzo di dollari su un obiettivo di mezzo milione. In realtà questo genere di Kickstarter serve principalmente a dimostrare ai veri finanziatori che esiste interesse nell’operazione commerciale ed è una manovra di marketing per promuovere sin dall’inizio il videogioco facendo sentire il videogiocatore parte di una comunità che effettivamente contribuisce allo sviluppo e sfruttandolo (senza spese e anzi venendo pagati) come alfa e beta tester del gioco. I giocatori in pratica hanno pagato per far parte di una ricerca di mercato.

Secondo quanto dichiarato da Igarashi stesso il mezzo milione di dollari del Kickstarter avrebbe coperto solo il 10% del budget realmente previsto da Bloodstained Ritual of the Night. Denaro che gli appassionati gli hanno affidato comunque per una missione ben poco interessante: ripetere un videogioco di 21 anni fa ignorando cosa intanto è accaduto in un genere che si è molto evoluto nel tempo grazie alle sperimentazioni degli indipendenti.

Già in passato avevo riconosciuto che fosse difficile non avere sospetti su questa operazione, anche a causa delle aspettative probabilmente esagerate che un pubblico affamatissimo di metroidvania ha nei confronti della nuova opera di Igarashi mentre Konami e Nintendo trascurano il genere. Il gioco era previsto per il 2017, poi è stato rimandato alla prima metà del 2018 e ora sembra destinato a uscire nella seconda metà dell’anno, ma il gameplay mostrato all’E3 non è molto promettente.

Il passaggio dal 2D dei Castlevania al 3D di Bloodstained Ritual of the Night è dovuto probabilmente a ragioni economiche, alla necessità di diminuire i costi non dovendo disegnare separatamente ogni sprite delle animazioni, ma l’impatto visivo di Bloodstained Ritual of the Night è ancora scialbo e povero, con un’illuminazione deludente e priva di espressività e animazioni poco convincenti che fanno sembrare i personaggi immersi in acqua. A questo si aggiungono nemici ripresi senza fantasia dai vecchi Castlevania e hitbox attualmente piuttosto imprecise.

Come dissi un anno fa, quando fu mostrato ancora all’E3 un altro gameplay di Bloodstained Ritual of the Night, certi movimenti e certe animazioni sono in qualche modo fedeli al gusto di Castlevania Symphony of the Night, ma non riescono a tradurlo in una forma moderna. Le proporzioni più ampie dello schermo (Symphony of the Night era a 4:3) tendono per esempio a far sembrare i movimenti ancora più lenti, semplicemente perché ora è maggiore la distanza che riesco a vedere.

Ma anche se vedo leggeri miglioramenti quelli che un anno fa mi sembravano piccoli difetti facilmente correggibili mi appaiono ora come scelte definitive che ritroverò nel videogioco. Non voglio già dirvi che Bloodstained Ritual of the Night sia brutto brutto e che io già sappia come risulterà il gioco nella sua complessità, voglio dirvi di non farvi trascinare troppo dall’hype e di pazientare sino alle prime recensioni, perché quello che vedo non attirerebbe l’attenzione di nessuno se non avesse il marchio Igarashi sopra.

Bloodstained Ritual of the Night dovrebbe uscire nel 2018 per Windows, Mac, Linux, PS4, PS Vita, Switch e Xbox One.

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