ArenaNet e Nintendo incoraggiano la tossicità dei loro videogiocatori

Ieri ho parlato del licenziamento di Jessica Price e Peter Fries, due scrittori di Guild Wars 2 presso lo sviluppatore ArenaNet. Riassumerò qui brevemente la storia, che trovate con maggiori dettagli nel mio precedente articolo, prima di passare all’argomento di cui volevo parlare oggi, cioè le conseguenze del loro licenziamento.

Il licenziamento di Jessica Price e Peter Fries da ArenaNet di Guild Wars
Oggi in: essere una sviluppatrice donna. “Mi permetta… io, una persona che non lavora con lei… di spiegarle come fare il suo lavoro.”

Il licenziamento di Jessica Price e Peter Fries da ArenaNet

Il 3 luglio Jessica Price ha spiegato sul suo account Twitter quali sono le difficoltà incontrate nella scrittura di protagonisti per videogiochi di ruolo con multiplayer online massivo. Un passante, lo YouTuber e membro della comunità di Guild Wars 2 Deroir, è intervenuto dicendo di non essere d’accordo con lei e spiegandole i vantaggi di una tecnica narrativa piuttosto nota e banale (e quindi inutile da spiegare) per aiutare il giocatore a caratterizzare il suo personaggio: i dialoghi a bivi.

Il 4 luglio, giorno di festa nazionale negli Stati Uniti d’America, Price ha ripreso la discussione attaccando Deroir per il suo intervento e spiegando che non è possibile che una professionista, fuori dall’orario di lavoro e nel suo account privato su Twitter, debba vedersi corretta da gente a caso che magari poi pretende di essere coccolata e educata se ha detto qualcosa di sbagliato.

Il licenziamento di Jessica Price e Peter Fries da ArenaNet di Guild Wars
Il tuo post è così sbagliato. Hai scritto di Guild Wars 2, Deroir uno dei più grandi fan di GW2 voleva discutere con te dell’argomento e lo hai trattato come se fosse sessista. Se è così che discutete coi fan e trattate le loro (valide) opinioni allora forse non voglio più essere un fan.

“Quando quel tizio è arrivato ero già stanca di vedere persone casuali cercare di spiegarmi il mio lavoro negli spazi della compagnia, spazi dove sono costretta a sorridere e a fare sì con la testa. E allora mi son detta: No, non qui. Non nel mio spazio” ha spiegato Price a Kotaku.

La reazione di Price ha provocato gli ardori dei soliti gruppi di videogiocatori che, chiamati a raccolta da post sul forum di Guild Wars 2 e su Reddit, sono accorsi per attaccarla per come ha trattato uno YouTuber della comunità del videogioco e per “aver giocato la carta del genere” (cioè aver fatto notare che solitamente solo le sviluppatrici donne si trovano nei loro account persone a caso che spiegano loro come si lavori pretendendo che siano sempre disponibili).

Il licenziamento di Jessica Price e Peter Fries da ArenaNet di Guild Wars
Voglio uguaglianza ma ho una vagina quindi abbiate rispetto quando gioco la carta della vagina.

L’argomento è anche arrivato a Kotaku in Action, sezione di Reddit gestita dal GamerGate, un movimento internazionale nato per allontanare donne e minoranze dall’industria del videogioco, movimento che in passato aveva già individuato in Jessica Price un obiettivo per le sue posizioni femministe. Per chiarire da quanto tempo Price fosse un bersaglio di Reddit: i moderatori dovettero chiudere i commenti nel post in cui si discuteva il suo ingresso in ArenaNet.

Di fronte agli attacchi su Twitter è intervenuto Peter Fries, scrittore da tredici anni in ArenaNet, difendendo Price e spiegando che non hanno nessun dovere verso nessuno nei loro giorni liberi e fuori dall’orario di lavoro.

Il licenziamento di Jessica Price e Peter Fries da ArenaNet di Guild Wars
E chiamare qualcuno sessista perché ti ha criticato è esso stesso sessista. Pensaci. Sessimo può essere usato a sproposito come termine o usato contro uomini, non solo contro donne.

Il comunicato di ArenaNet: “Facciamo questo gioco per voi”

Entrambi sono stati licenziati da ArenaNet. Il 5 luglio il presidente Mike O’Brien ha spiegato così la decisione, scusandosi con la comunità dei suoi videogiocatori (i grassetti sono miei): “Recentemente due dei nostri dipendenti non son riusciti a mantenere i nostri standard di comunicazione con i giocatori. I loro attacchi alla comunità sono stati inaccettabili e, come risultato, non lavorano più con la compagnia. Voglio chiarire che le affermazioni da loro fatte non riflettono la visione di ArenaNet. Come compagnia abbiamo sempre provato ad avere una relazione collaborativa con la comunità di Guild Wars. Ci teniamo alle vostre opinioni. Facciamo questo gioco per voi.”

Cosa racconta il licenziamento di Price e Fries?

Il problema del comportamento di ArenaNet non è solo nell’aver deciso di licenziare una scrittrice perché ha sostanzialmente scelto di non lavorare fuori dall’orario di lavoro e uno scrittore da tredici anni nella compagnia perché la ha difesa, ma è nel messaggio che manda ai videogiocatori e nella norma che configura.

Il licenziamento di Jessica Price e Peter Fries da ArenaNet di Guild Wars
Quindi fondamentalmente qualcuno ha criticato il tuo lavoro e ha ferito i tuoi sentimenti. Meglio buttarla sulle questioni di genere, perché è questo l’unico motivo per cui qualcuno può avere un’opinione negativa?

Sviluppatori come servitori

Come ho scritto dando la notizia, la trasformazione del videogioco da opera a servizio ha trasformato gli sviluppatori di videogiochi in, appunto, fornitori di un servizio. Persino servitori. Il loro compito è soddisfare il videogiocatore modificando il servizio secondo i suoi gusti e mantenendo (anche verso l’esterno e gli investitori) l’impressione che la comunità sia felice, cioè rispettando soprattutto la volontà della parte più rumorosa e sguaiata della comunità stessa. È la mentalità del giocoservizio (game-as-a-service), dell’Accesso Anticipato e dello sviluppo guidato dagli appassionati/investitori visto nel crowdfunding.

Secondo questa mentalità uno sviluppatore vive per servire i videogiocatori e lavora per servire i videogiocatori: “facciamo videogiochi per voi” dice il comunicato di O’Brien. Il licenziamento di Price e Fries conferma ufficialmente che sia così. Quello che O’Brien vuole dire è “tranquilli videogiocatori della nostra comunità noi siamo sempre al vostro servizio”, ma non è questo l’unico messaggio che viene mandato.

Il licenziamento di Jessica Price e Peter Fries da ArenaNet di Guild Wars
Son così contento che ti abbiano licenziata. Ti meriti tutto quello che ti è successo.

ArenaNet autorizza la comunità a molestare gli sviluppatori

Il licenziamento di Price e Fries conferma alla parte più tossica e pericolosa della comunità dei videogiocatori che è lei a decidere chi va e chi resta e che se molesteranno gli sviluppatori nelle loro vite private e ne chiederanno il licenziamento le grandi compagnie staranno dalla loro parte.

Vi ricordate Alison Rapp?

Il caso di Jessica Price mi ricorda, mutatis mutandis, quello di Alison Rapp, portavoce di Nintendo Treehouse licenziata dalla compagnia dopo essere stata a lungo attaccata e molestata online da gruppi di estrema destra vicini al GamerGate.

Il licenziamento di Jessica Price e Peter Fries da ArenaNet di Guild Wars
Uau! Sembra che qualcuno non sarà più sul posto di lavoro. Goditi la disoccupazione.

La colpa di Alison Rapp era essere femminista e far parte della divisione di Nintendo of America che si occupa della localizzazione per l’Occidente: la combinazione di queste due cose convinse frange della comunità dei videogiocatori che la responsabilità per la censura in Occidente dei videogiochi giapponesi fosse sua. Un’accusa ridicola, sia perché Alison Rapp non si occupava di localizzazione in Nintendo Treehouse sia perché era estremamente contraria a ogni genere di censura nella localizzazione dei videogiochi.

Nintendo non pubblicò allora alcuna dichiarazione in difesa di una sua dipendente continuamente sotto attacco e iniziò invece a indagare sul suo conto, scoprendo un secondo lavoro e licenziandola. Va sottolineato che Nintendo non proibisca di svolgere un secondo lavoro e che Alison Rapp fu licenziata solo perché la sua attività (svolta sotto falso nome) non fu giudicata coerente con l’immagine della compagnia, una scelta comunque già criticabile ma ancora più grave appunto per il messaggio che mandò: se molestate una nostra dipendente non prenderemo le sue difese anzi inizieremo un’indagine e troveremo una scusa per licenziarla come volete voi.

Il licenziamento di Jessica Price e Peter Fries da ArenaNet di Guild Wars
Forse non gioco a GW2 ma sul serio è così che ci aspettiamo che uno sviluppatore mantenga buone relazioni coi consumatori, in ogni momento. Oggi “personale” non vuol dire quello che vorresti, se volevi qualcosa di “personale” avresti potuto facilmente creare un account privato.

“Nessuno in ArenaNet è salvo dalla mano di Reddit”

Il messaggio di ArenaNet non è diverso: diteci chi non vi piace e lo allontaneremo, insieme a chiunque lo difenda. Ecco come un utente di Reddit ha perfettamente riassunto la risposta di ArenaNet in un intervento ormai rimosso.

“Possiamo probabilmente licenziare chiunque nella squadra di Guild Wars 2 se riusciamo a fare abbastanza rumore. Nessuno in ArenaNet è salvo dalla mano di Reddit. Da questo momento siamo noi i padroni della compagnia, hanno timore degli stessi utenti che cercano. E se gli sviluppatori si rifiutano di comunicare andremo semplicemente a lamentarci di loro e li faremo sbattere fuori. Noi alla fine giochiamo più di quanto potranno mai giocare loro al loro stesso gioco.

Appena uno sviluppatore proverà a uscire dalle linee o risponderà malamente a un giocatore… indovinate… sapranno che abbiamo le nostre mani sulla loro gola e che possiamo stringerle in qualsiasi momento.”

Il licenziamento di Jessica Price e Peter Fries da ArenaNet di Guild Wars
Ehi Peter, maledetto cornuto, chiedi a tua moglie a che ora vuole che venga. E dille anche di mettere un po’ di sale negli spaghetti stavolta.

ArenaNet diventa un luogo inospitale

ArenaNet diventa così un luogo inospitale per gli sviluppatori, costretti a lavorare anche fuori dall’orario di lavoro attraverso i loro account privati col rischio di essere licenziati se si rifiuteranno, e ospitale per tutto l’universo che si muove intorno a movimenti come il GamerGate, movimenti che ora sanno che ArenaNet è disposta ad allontanare le donne e chi le supporta. O, almeno, questo è il messaggio che ne esce fuori: la compagnia non ha risposto alla nostra richiesta di commenti e altrove ha solo ripetuto il comunicato di O’Brien, senza spiegare se ci fossero altre motivazioni dietro il licenziamento ma continuando a collegarlo a “l’attacco contro la comunità”.

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